di Maria Cattini – Dopo avere fatto “svanire” i dissidenti epurandoli dai social network, i commenti da youtube, i “grillini” abruzzesi hanno pensato bene di far svanire dal web anche le domande scomode dei giornalisti.   Al quarantaquattresimo minuto del video caricato su YouTube, dove si può rivedere la conferenza stampa di presentazione dei candidati alle elezioni regionali del M5S, il filmato si interrompe bruscamente non appena una giornalista ha posto una domanda considerata a rischio.

Un modo molto curioso di interpretare “la trasparenza” alla quale il partito dell’onorevole Gianluca Vacca ci ha abituato da tempo.

Ed infatti, il tanto promesso “programma dei cittadini per i cittadini” ancora non esiste per stessa ammissione della candidata presidente Sara Marcozzi. Ma – come vuole la tradizione mutuata dalla “vecchia politica” che pure asseriscono di voler cancellare- i candidati alle prossime elezioni regionali del M5S si sono tutti materializzati alla presentazione ufficiale avvenuta questa mattina, a L’Aquila, presso il Palazzetto dei Nobili. Ad accompagnarli al loro primo “battestimo” elettorale, in veste di “guest star”, c’era anche il senatore Nicola Morra.

“Siamo cittadini, onesti, trasparenti, abbiamo dei bambini da crescere e combattiamo i vecchi partiti” è il refrain ripetuto dai candidati Tutti abbastanza convinti che siano queste le uniche condizioni necessarie e sufficienti per rivendicare un posto in Regione.
I candidati abruzzesi del M5S, nel corso della conferenza stampa, sono stati molto più cauti dei colleghi emiliani e hanno preferito evitare accuratamente qualsiasi accenno ad un eventuale taglio dei loro stipendi da Consiglieri. Non si sa mai: la crisi è dura e loro, come ripetono in continuazione, hanno quasi tutti famiglia.  Quindi, al momento,  di rinunciare a circa 7 mila euro al mese di emolumenti non ci pensano minimamente. Beppe Grillo dovrà farsene una ragione.

I ventinove candidati abruzzesi del M5S hanno un’età media quarant’anni. Età che solo in Paese vecchio come l’Italia può permette a qualcuno di autodefinirsi “giovane”. Mentre i candidati “forti”, quelli che hanno le maggiori probabilità di essere eletti come tale Lucifero,  sono tutti ben piazzati nelle circoscrizioni di Pescara e Chieti. Dove, oltre alle passate pluri-esperienze politiche in quasi tutti i “vecchi” partiti e movimenti di sinistra, sono diventati famosi tra i grillini in qualità di moderatori e amministrati di MeetUp, anche per la gestione piuttosto autoritaria di assemblee e forum su internet, dai quali hanno saputo espellere decine di quelli che ora definiscono “dissidenti”.

Al temine dei quasi cinquanta minuti di conferenza stampa- essendo impossibile sapere cosa sia successo quando la parola è passata ai giornalisti- è stata confermata la nostra impressione che i candidati pentastellati, in realtà, più che ambire di sostituire i vecchi partiti di governo, si accontenterebbero volentieri di prendere il posto di quelli di opposizione. Dai tanti candidati che si sono alternati per la loro piccola presentazione, infatti, è uscito solo un lungo e noto elenco delle mancanze degli “altri”, senza mai spiegare cosa concretamente pensano di fare alla guida della regione. “Gli altri sono i cattivi, noi no”.
Quei pochi che hanno provato a parlare di programma, hanno semplicemente scimmiottato, e male, la vecchia retorica parlando astrattamente di valorizzazione del “turismo”, della tutela ambientale, dell’importanza del sociale e di combattere gli sprechi.
Tutti temi ispirati e abusati, se non alla “vecchia politica”,  dai modelli dei partiti di sinistra più radicale. Ma evidentemente, per sognare di fare una comoda quanto sterile opposizione, sono temi più che sufficienti in una regione come la nostra.

Malgrado la presenza del Senatore Nicola Morra- “nessuno dei candidati del M5S ci tiene però ad avere una poltrona”, ha tenuto a garantire personalmente- i candidati hanno preferito non parlare del caso della doppia candidatura di Sara Marcozzi, sia come presidente sia come consigliere, che tante polemiche ha suscitato a Chieti. Tantomeno qualcuno si è azzardato a chiederle dei suoi trascorsi professionali con il sottosegretario alla Presidenza dei Ministri (prima con Enrico Letta e ora con Matteo Renzi) Giovanni Legnini (Pd).

“Non vedere, non sentire, non commentare, non domandare”: saranno proprio questi i principi ispiratori della “trasparenza” made M5S Abruzzo?

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