Nuova svolta nelle indagini sulla truffa ai danni del Comune di Ocre per abusivismo edilizio e falsa documentazione nella richiesta a costruire a carico di due indagati: il sindaco di Ocre, Fausto Fracassi, ingegnere e dirigente comunale nel capoluogo, e Piero Gualtieri, imprenditore agricolo.

Il giudice per le indagini preliminari, Romano Gargarella, ha deciso per il sequestro preventivo della villa su terreno agricolo, area già sottoposta a sequestro probatorio in data 19 settembre 2014. L’inchiesta era scattata in seguito a un esposto.

Secondo Gargarella vi è “fondato pericolo che la disponibilità dell’area indicata nel capo di imputazione – cosa pertinente al reato – da parte dell’indagato, possa protrarre le conseguenze del reato, potendo di indagati determinarsi a completarla ed utilizzarla nonostante il difetto dell’agibilità”.

Secondo il pm Simonetta Ciccarelli, Fracassi avrebbe affittato un suo terreno a Gualtieri che avrebbe usufruito dell’autorizzazione a costruire un edificio rurale da destinare alle esigenze quale imprenditore agricolo per le attività di coltivazione, raccolta dei prodotti, carico e scarico merce. In realtà l’immobile era destinato – sempre secondo il pm – ad essere utilizzato da Fracassi che provvedeva “in corso d’opera, in modo assolutamente autonomo e con proprie risorse, a seguire i lavori, al pagamento dei fornitori e delle ditte utilizzate per i lavori ed alla scelta ed ordinazione dei materiali necessari, dapprima individualmente e in tempi successivi costituendo artificiosamente la società agricola ‘Il Giglio srl’ di cui era amministratore e socio al 75%. Con l’aggravante del fatto commesso in danno di ente pubblico”. Il 10/02/2011 era stato stipulato un contratto della durata quindicennale per l’affitto di fondi rustici dal Fracassi al Gualtieri, e il 26/11/2012 un atto di cessione gratuita del diritto di superficie della durata di quattro anni (solo della particella 465, quella interessata all’edificazione del manufatto) che prevedeva, alla scadenza, “che eventuali opere realizzate sul fondo sarebbero diventate di proprietà del proprietario del suolo”.

E’ da rilevare che Fracassi, nella sua qualità di ingegnere, è stato anche direttore dei lavori e progettista dell’immobile e questo dovrebbe indicare anche un profilo di incompatibilità ai sensi della Legge Barca in quanto svolge la propria attività privata nel suo stesso comune. La perizia, nell’ambito dell’indicente probatorio, ha evidenziato che il valore dell’immobile realizzato è di 680mila euro. La villa sequestrata è di due piani, nella frazione di Cavalletto, circondata da un grande giardino a terrazze, con un laghetto attrezzato e realizzata con un permesso per costruire un edificio rurale, con relativi benefici di legge sui costi e sulla fiscalità.

Laquilablog.it, 5 maggio 2015

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