La vera natura della strana operazione su Palazzo Torlonia, anche se inizialmente ben camuffata, rischia ora di emergere proprio a causa del sempre più complicato intreccio di parenti e dirigenti che si snoda tra il Comune di Avezzano e il Consiglio regionale dell’Abruzzo. La “donazione” del Palazzo al Comune di Avezzano nasconderebbe in realtà il progetto di aprire “un punto d’appoggio” della Presidenza del Consiglio regionale nel comune marsicano. Così come il pescarese Marino Roselli, circa otto anni fa, riuscì ad aprire, pur tra mille polemiche, una sede del Consiglio a Pescara. Dopotutto esiste tentazione più grande per un politico di provincia che quella di farsi aprire un nuovo ufficio tutto per sè a carico dei contribuenti?

Le indiscrezioni che circolano all’Emiciclo sembrano trovare conferma nella fumosa risposta data, due giorni fa, nel corso della seduta del  Consiglio regionale, dall’Assessore regionale al Patrimonio Paolucci all’interrogazione presentata dal Consigliere regionale del M5S, Giovanni Ranieri per conoscere il concreto utilizzo di Palazzo Torlonia e su chi ne usufruirà in futuro.
“Il dettaglio delle funzioni e dei servizi (di Palazzo Torlonia, ndr) è demandato a successive progettualità della presidenza del Consiglio Regionale e al Comune di Avezzano” è stata la vaga risposta di Paolucci in Aula, lasciando aperte tutte le ipotesi. L’unica cosa certa è che Palazzo Torlonia rimarrà, almeno per due anni, a completa disposizione di Gianni e Giuseppe Di Pangrazio, rispettivamente Presidente del Consiglio regionale e Sindaco di Avezzano. Mentre le spese di ristrutturazione saranno curiosamente a carico del Consiglio regionale e non della Giunta. Inoltre, la gestione e l’utilizzo degli 80 mila euro generosamente messi a disposizione dal Consiglio, sarà affidata direttamente al dirigente della Presidenza del Consiglio Sergio Paciotti, guarda caso appena arrivato all’Emiciclo dopo anni di servizio al Comune di Avezzano.
“Tutto legale”, continua invece a ripetere sornione il buon Giuseppe che, oggi, ha scritto una suntuosa nota alla stampa con una ricostruzione della vicenda che sostanzialmente conferma solo lo strano e particolare attaccamento dei fratelli Di Pangrazio al futuro di Palazzo Torlonia.
“Mi sono fatto promotore dell’iniziativa della valorizzazione dei beni di valore storico-architettonico realizzati nelle bonifiche del Fucino, attraverso una collaborazione istituzionale che consentirà la qualificazione e la gestione di quel patrimonio tramite il Comune di Avezzano, considerando le difficoltà ordinarie della Regione dopo la chiusura dell’Arssa.” Sostiene quindi Giuseppe Di Pangrazio. Peccato che questa sua ricostruzione, senza entrare nei tediosi dettagli del comunicato stampa, strida con ciò che è riportato nella delibera di Giunta con la quale la Regione ha messo a disposizione gratuitamente Palazzo Torlonia ai fratelli Di Pangrazio.
Nell’oggetto della delibera di Giunta si legge testualmente: “Iniziativa del Comune di Avezzano- quindi di Gianni e non di Giuseppe- riguardante l’utilizzo dell’immobile di proprietà regionale sito in Avezzano denominato Palazzo Torlonia.” Non solo. Andando più avanti, nella premessa, si prende atto che “il Presidente del Consiglio regionale ha trasmesso al Presidente della Regione e all’Assessore al Patrimonio istanza del Comune di Avezzano volta ad ottenere l’utilizzo di Palazzo Torlonia”. Nessuno degli assessori ha trovato quanto meno bizzarro che un Sindaco si rivolga al fratello, Presidente del Consiglio, per presentare un’istanza diretta al Presidente della Giunta. D’altronde siamo in Italia, e la famiglia è sacra. Certi dubbi sulle questioni di opportunità, prima ancora che di correttezza istituzionale, non ci sfiorano. Soprattutto quando la lettera di un Sindaco diventa l’alibi perfetto per distogliere l’attenzione sull’utilizzo torre finale di quel Palazzo di Avezzano. Un favore che Gianni ha fatto a Giuseppe, e non il contrario per non alimentare sospetti e inevitabili polemiche sui costi di una nuova sede del Consiglio regionale.
Così come nessuna perplessità deve essere sorta tra i componenti della Giunta davanti al fatto che “la proposta” di mettere a disposizione Palazzo Torlonia al Comune di Avezzano, “si inserisce nella ricorrenza del centenario del terremoto della Marsica, potendo il Palazzo diventare centro di progettazione e di svolgimento delle numerose iniziative in programmazione”. Peccato che siano già passati due mesi da quella ricorrenza ed è difficile pensare che siano state programmate delle iniziative “di livello esteso” in uno spazio non ancora a disposizione e che verrà riaperto, verosimilmente, non prima di qualche mese.
Insomma, tutto fa sembrare che si siano accampate le motivazioni più disparate, a volte anche discordanti tra loro, con lo scopo principale di mettere a disposizione dei fratelli Di Pangrazio Palazzo Torlonia.
In realtà, dopo la chiusura dell’Arssa contro la quale il Pd avezzanese e i Di Pangrazio si sono sempre battuti, molti ad Avezzano raccontano del grande disagio di Giuseppe Di Pangrazio per non avere più a disposizione una segreteria sul territorio al quale, evidentemente, il Presidente del Consiglio rimane molto attaccato. Palazzo Torlonia, con gli 80 mila euro per la sua ristrutturazione pagati dal Consiglio regionale, sembrerebbe la soluzione “legale” per recuperare in sordina quegli spazi prestigiosi, dove finalmente accogliere tutti i suoi clientes marsicani. In pratica, l’ennesima sede distaccata della Presdienza del Consiglio regionale, dopo quella semi deserta e attualmente sotto utilizzata di Pescara. Anche perché l’utilizzo del Palazzo previsto dal Protocollo d’intesa firmato da Giunta, Consiglio regionale e Comune di Avezzano è, guarda caso, veramente molto ampio e vago: “una destinazione sociale e culturale”- si legge nella delibera- “che ne consenta la massima fruizione da parte della collettività”. Ma dopo l’altrettanto vaga e aleatoria risposta che l’assessore Assessore Paolini ha fornito in Aula, il consigliere del M5S Ranieri è tornato alla carica. “Viste le recenti polemiche per le nomine in Regione Abruzzo e nel Comune di Avezzano, non possiamo fidarci di una politica che fa dell’incarico personale e diretto la sua regola”, ha affermato Ranieri, “se gli incarichi fiduciari, per quanto discutibili, sono nelle loro facoltà, il Palazzo Torlonia è un bene di tutti gli avezzanesi sul quale devono decidere i cittadini e il territorio. Su questo punto non cederemo di un millimetro”.

Laquilablog.it, 12 marzo 2015

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