di Maria Cattini – “Avendo a disposizione 100 milioni di euro per “opere pubbliche” propongo che la prima di queste sia, appunto, l’intervento del Comune di Pizzoli”. Ne è convinto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente che, ogni qual volta sente di parlare di fondi pubblici a disposizione, mette in moto la sua immaginazione inseguendo i progetti più arditi.

Questa volta, ha avuto un’idea talmente straordinaria che, forse per paura di spiazzare ancora una volta i suoi interlocutori, la affida a una lettera aperta inviata ai coordinatori per la ricostruzione Paolo Aielli e Paolo Esposito.

“Torno a sollecitare tutti noi- scrive il sindaco- a concentrare la massima attenzione sulla necessità di finanziare, in tempi brevissimi, l’infrastrutturazione del Nucleo Artigianale del Comune di Pizzoli.

A fronte di una spesa pari a 2.700.000 euro abbiamo la possibilità di dare seguito all’insediamento di 40 imprese artigiane che hanno già acquistato i terreni e che, quindi, potrebbero, ma soprattutto vogliono, immediatamente insediarsi.” In pratica: nuovi fondi, nuovo vòlano, nuova corsa.

“E’ superfluo spiegare”- ma forse anche no-  “le importanti ricadute occupazionali e il salto qualitativo dal punto di vista tecnologico e di processo che ciascuna azienda si assicurerà. Ritengo pertanto che questo intervento sia strategico per l’intero comprensorio, assolutamente non rinviabile.”

Per Cialente, il Nucleo industriale di Pizzoli è un po’ come l’Aeroporto dei Parchi: l’unica certezza sono i fondi pubblici a disposizione. Il resto, i numeri delle aziende, i piani industriali, gli studi che dimostrino perché non sia più utile ed economico investire sui due nuclei industriali già esistenti. Questi sono solo dettagli fastidiosi. Roba da ragionieri cinici e insensibili. Con i politici italiani, invece, parliamo di “emozioni”, di “esigenze locali”, di interessi mai troppo trasparenti e lineari ma che spronano la creatività ed esaltano l’utilizzo delle perifrasi linguistiche.

“Per quanto riguarda i fondi,” conclude sicuro Cialente, “invito i coordinatori Paolo Aielli e Paolo Esposito a verificare se possibile, da un punto di vista normativo (cosa che ritengo possibile perché giustificabile), che a questo finanziamento possa partecipare con la propria quota (63% – 37%) anche il Comune dell’Aquila, poiché, ricordo a tutti noi, che quel nucleo artigianale è risorsa strategica ai fini dello sviluppo economico e per l’intera Valle dell’Aterno.”

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