Ieri sera, durante la discussione per abrogare la contestata norma di anticipazione dell’indennità di fine mandato, sono volati gli stracci tra i Consiglieri regionali. Oltre che ai mal di pancia contro le modalità con le quali il Presidente D’Alfonso ha minacciato di non promulgare la legge, gli strali si sono abbattuti contro chi aveva dichiarato, anche sulla stampa, di aver speso “0” euro per la sua campagna elettorale. Dichiarazione per molti colleghi “inverosimile”, se non “falsa” o “non veritiera”. Anche se non è mai stato pronunciato il suo nome, essendo un caso unico nella storia della Regione, non era difficile capire a quale collega si riferissero i Consiglieri di centro destra e centro sinistra. Ed oggi il Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari è uscito allo scoperto dichiarando “sono onorato di non aver sostenuto spese per la mia campagna elettorale”. Curiosamente, il consigliere Pettinari era stato aspramente criticato, proprio durante l’ultima campagna elettorale, da altri simpatizzanti del M5S- poi disconosciuti dai vertici del movimento abruzzese in quanto “dissidenti”- che lo accusavano di aver utilizzato i telefoni della Associazione Centro diritti per il cittadino “Codici” di Pescara. In particolare, proprio a ridosso delle elezioni, erano state raccolte alcune testimonianze di iscritti all’associazione che dichiaravano di essere stati contatti e invitati a votare Pettinari da un numero telefonico risalente proprio alla sede Codici di Pescara, dove Domenico Pettinari risulta “Responsabile Sportello Interterritoriale”.

“Vorrei far notare ad alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione (centrodestra)- ribadisce invece oggi Pettinari- che noi del Movimento 5 Stelle ed io in particolare non organizziamo cene in campagna elettorale, non realizziamo manifesti personali, non organizziamo feste in piazza con la porchetta e se ci serve un volantino lo stampiamo a casa nostra. Le nostre campagne elettorali sono sobrie direi quasi povere”. Nel comunicato stampa diffuso oggi, Pettinari continua descrivendo la sua attività politica incentrata sul pauperismo, quasi ispirato da principi francescani. “Non rincorriamo le persone,- spiega- ma ci limitiamo a parlarci se le incontriamo nella nostra città. Vorrei ricordare altresì che il Movimento ha rinunciato a circa 50 milioni di euro di finanziamento elettorale ai partiti. Questa rinuncia si può capire solo se si sostengono campagne elettorali come nel mio caso e di tanti altri ragazzi che purtroppo non sono stati eletti in Regione, a costo zero”. Sarà vero ma, dai dati pubblicati da tutti i consiglieri regionali, Pettinari risulta effettivamente l’unico a dichiarare di non aver speso neanche in centesimo per la sua elezione. Mentre gli altri Consiglieri del Movimento 5 Stelle, ad esempio, hanno dichiarato di aver sostenuto spese che partono dalle 4.638 euro dichiarate da Sara Marcozzi, ai 1.002 di Smargiassi, fino ad arrivare ai soli 351€ dichiarati da Leandro Bracco, ultimo degli eletti del M5S e ripescato in extremis grazie ai resti. Somme certamente lontane dai 39.200 euro dichiarati da Lorenzo Sospiri di FI, il più “spendiaccione” tra i Consiglieri eletti, ma pur sempre delle piccole spese sostenute nel corso di un mese e mezzo di appuntamenti frenetici, come quelli che si accavallano durante una campagna elettorale. Insomma, per il futuro, chiunque voglia intraprendere una campagna elettorale letteralmente “a costo 0” non ha che contattare Domenico Pettinari e chiedergli di condividere con lui i segreti per riuscire a ricoprire una carica, da circa 9.000 euro al mese, senza aver speso un solo centesimo di benzina. Ma – come continua a sostenere Pettinari- limitandosi a parlare con le persone, ovviamente solo “se le incontriamo nella nostra città”.

L’Aquilablog, 26 novembre 2014

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