Disinvoltura, inettitudine o dominanza burocratica nell’amministrazione comunale? Mi è capitato spesso di soffermare l’attenzione su alcune problematiche scaturite dalle decisioni adottate dagli Organi comunali. Sono stati momenti, ve lo confesso, di assoluta perplessità.Non sono riuscita a capire se i consiglieri e, in particolare, gli assessori potessero agire con tanta disinvoltura o, meglio ancora, inettitudine nella gestione del capoluogo di regione, non di un piccolo comune meno dimensionato e, perciò, con pochissimi problemi da risolvere e quasi tutti di ordinaria amministrazione.

Nel nostro caso, invece, si tratterebbe di tenere ben salde le redini del comune capoluogo, la cui politica di gestione dovrebbe costituire un vero e proprio faro per la provincia e, perché no, anche per la regione.

Invece, guardate come ci siamo ridotti!

Che nessuno si azzardi a dire che sono state le altre realtà amministrative più dominanti e prevaricatrici. Appare in tutta evidenza che ogni responsabilità in proposito possa e debba essere ricondotta all’interno del consesso comunale, che non è stato capace di impegnarsi a fondo per produrre idee nuove, genialità progettuali per portare il territorio al centro degli interessi provinciali, regionali e nazionali. Vado maturando, ogni giorno di più, l’idea che, se non ci fosse stato il terremoto, saremmo stati cancellati anche dalla cartina geografica.

Siamo saliti alla ribalta mondiale. Siamo stati considerati, inizialmente, cittadini dignitosi, chiusi nel dolore provocato dal disastro; colpiti fisicamente e moralmente; toccati negli affetti più intimi; ma non abbattuti dai devastanti eventi della natura. Questo edificante giudizio, purtroppo, è durato ben poco. Subito dopo i nostri rappresentanti politici, in prima linea, si sono proiettati sullo scenario mondiale in maniera rissosa, confusionaria, in molte occasioni contraddittoria.

Ecco perché mi è venuta in mente l’idea che i consiglieri e gli assessori comunali amministrassero il Comune con estrema disinvoltura, senza tenere in considerazione la posizione politica del capoluogo di regione e le reali esigenze di un territorio pieno zeppo di cultura, di storia, di arte, di tradizioni e di bellezze ambientali.

È vero che sono stati commessi degli imperdonabili errori di impostazione gestionale di una amministrazione civica, ma non ho ritenuto opportuno criminalizzare l’intero consiglio o la giunta, semmai qualche assessore, assurto agli onori della cronaca, per aver indotto sindaco ed esecutivo all’adozione di provvedimenti non di competenza degli stessi. Gli effetti che i richiamati provvedimenti hanno provocato nella pubblica opinione, approvati con urgenza e con estrema disinvoltura, mi hanno indotto a pensare ad una allegra gestione dell’amministrazione, anche perché condivisi da alcuni esponenti politici.

Il pensiero ha inseguito anche un’altra conflittuale idea: la totale inettitudine dell’apparato politico comunale. Conflittuale perché non mi sentivo di fare di tutta l’erba un fascio. Molti di loro li ho conosciuti personalmente. Ho dialogato con loro sulla situazione politica del capoluogo, sulle prospettive, sulla programmazione, sulla pianificazione del territorio. Non mi sono sembrati scarsi o sprovveduti. Proprio per questi motivi non riesco a convincermi sulla reale “inettitudine” comunale. Una giustificazione deve pur esserci. Non vi pare?

Infatti, se si ha la pazienza di mettere al giusto posto tutte le tessere costituite dagli eventi che si verificano quotidianamente, si riesce a tracciare un quadro quasi perfetto del funzionamento, o del cattivo funzionamento, dell’apparato comunale.

In questi giorni la Procura ha messo le mani sugli inconcepibili e ingiustificabili appalti dei puntellamenti, l’eccessiva spesa degli stessi rispetto agli eventuali interventi di consolidamento e ristrutturazione degli edifici messi nelle condizioni di pseudo-sicurezza. Guardate con attenzione la facciata della Scuola elementare De Amicis in piazza San Bernardino! Se non dovesse bastare, recatevi in piazza San Pietro. Qui, in parallelo, potrete vedere i due sistemi tecnici di sicurezza. Uno realizzato con una ragnatela di ponteggi e morsetti metallici. L’altro con l’impiego di pochissime travi metalliche, alle quali sono ancorati dei tiranti, anch’essi metallici, che riescono a mantenere staticamente in asse diverse pareti. In alcuni casi sono stati puntellati anche dei fabbricati che dovranno essere demoliti con estrema sicurezza. Ma, non basta! Sono state effettuate opere di puntellatura di fabbricati e di intere pareti della vecchia cinta muraria con impiego di tanto legname, necessario, per rendervi l’idea, per la costruzione di una flotta navale di almeno trenta “galeoni”. Vi sembra poco?

Tutto questo, almeno in questa circostanza, non può essere imputato ai soli Assessori e Consiglieri comunali che, pur sempre, restano responsabili in solido per aver avallato le proposte provenienti da un’attenta “dirigenza” che, se dovesse risultare vero l’impalcato che sta costruendo la Procura della Repubblica, attribuirebbe alla stessa “dirigenza” una sola capacità: quella di tenere prigionieri, ridotti all’impotenza, Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale. D’altra parte, non è pensabile che i programmi di puntellamento, le condizioni contrattuali e gli appalti siano stati gestiti, ancora una volta, dai civici rappresentanti politici. Qualcuno avrà sottoposto al loro esame ed approvazione le proposte dei criteri di affidamento dei lavori. Non credo proprio che Sindaco, Giunta e Consiglieri abbiamo questa specifica preparazione, anche se qualcuno, di tanto in tanto, pretende di potersi arrogare anche questo diritto.

Povero Sindaco, isolato nel suo castello all’interno del centro storico, appare prigioniero diverse volte. Prigioniero della Giunta da lui voluta, (per allargare gli orizzonti politici), ma che non ha prodotto alcun effetto positivo. Prigioniero di una ferrea dirigenza incrostata di una coriacea burocratizzazione, tesa a conservare caparbiamente il dominio dell’Ente e, in particolare, le condizioni economiche di assoluto privilegio, senza offrire all’Amministrazione alcuna idea progettuale, almeno relativa alla razionalizzazione della ordinaria amministrazione. Niente.

Eppure, il Sindaco, subito dopo il suo insediamento, si era riempita la bocca di aver ideato la redazione di un particolare “progetto strategico” per il rilancio del Capoluogo e dell’economia locale. Dove è andato a finire quel contenitore “vuoto”. Nel libro dei sogni? Quale contributo produttivo ha fornito l’alta burocrazia comunale per cercare di riempire quel contenitore? Sarei veramente curiosa di saperlo e di farlo sapere ai cittadini aquilani.

Il tanto sbandierato piano traffico dove si trova? Nel cassetto del dirigente, oppure è stato approvato dalla giunta, all’insaputa dei consiglieri comunali e dei cittadini? Quanti e quali sottopassaggi sono stati realizzati per mettere in sicurezza le strade? Forse nei quadri dirigenziali del municipio manca la figura di un ingegnere capace di progettare un modesto ponticello? O i burocrati non vogliono assumersi la responsabilità di progettare ed appaltare l’esecuzione di modesti manufatti? Eppure hanno avuto la supervisione sulla realizzazione della metropolitana di superficie, la cui destinazione è miseramente fallita, travolta dai “tondi” delle rotatorie.

Tutti quei vigili urbani che giravano per il centro storico che fine hanno fatto? Perché il dirigente non si preoccupa di dislocarli nelle aree di interesse dei nuovi insediamenti urbanistici, abbandonati dalla nascita come terra di nessuno, meglio ancora abbandonati al dominio di bande di ladruncoli e ladri di professione, che imperversano a tutte le ore del giorno e della notte? La stessa domanda va posta per il servizio di nettezza urbana.

Caro Sindaco, mi sembra che i tuoi assessori ti abbiano lasciato pericolosamente solo. Oltretutto, non avevi affatto considerato che i tuoi dirigenti, i “burocrati”, avrebbero potuto ingessare, come puntualmente è avvenuto, sindaco, assessori e consiglieri?. Vuoi un esempio, un particolare? Ti assicuro che non mancano di certo. Basta pensare a quello che poteva succedere per l’arrivo del Giro d’Italia. Tappa voluta e sostenuta dal Presidente della Repubblica, ma non altrettanto dal Comune dell’Aquila. Abbiamo rischiato, ancora una volta, di far fare al capoluogo di regione l’ennesima figuraccia per inefficienza ed incapacità operativa. Forse, non è escluso, che tutta la dirigenza comunale, per questo tipo di operazioni, avanzerà la pretesa della corresponsione del premio di produttività. Sono più che certa.

I cittadini, i contribuenti, caro Sindaco, attendono da te un vero e proprio “progetto strategico” capace di far funzionare la complessa macchina comunale, altrimenti quel famoso contenitore, di cui hai parlato tanto e troppo, resterà sempre e solamente “vuoto”. Auguri e in bocca al lupo.

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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