“Fate in modo che la mano destra non sappia quello che fa la sinistra”. Un vecchio indistruttibile detto che, attualmente, viene usato con estrema frequenza dai nostri rappresentanti politici, specialmente in occasione delle pubbliche proteste di Jovanotti, relative al mancato impiego della donazione di oltre 1 milione e 200.000 euro.

Il Ministro Bondi afferma candidamente che i predetti fondi sono stati assegnati al Commissario Chiodi, per cui se non sono stati spesi non è certamente colpa del Ministro dei Beni Culturali, ma del Presidente della Regione e Commissario alla ricostruzione.

Chiodi, ignorando, forse, le dichiarazioni del Ministro, ha affermato a “chiare note” che la Regione non ha fondi né per investimenti, né per l’assistenza degli sfollati.

A questo punto sembrerebbe che la donazione Jovanotti per la ricostruzione e ristrutturazione del Conservatorio di Musica sia sparita nel nulla.

Guarda caso, non è proprio così! Fortunatamente, nei meandri della caotica gestione della ricostruzione delle città, qualcuno, in silenzio e con tanta umiltà, si è messo a tavolino, si è rimboccato le maniche, ha chiamato a raccolta il preside del Conservatorio, i Vigili del Fuoco, il Comune dell’Aquila, la Protezione Civile ed ha cominciato a tessere le fila per riordinare almeno le idee. Sono state impiegate le proverbiali sette camice per convincere la dirigenza del Conservatorio a prendere in esame il recupero parziale della struttura dell’Abbazia di Collemaggio, onde consentire la più veloce ripresa dell’attività didattica.

Tutto questo lavoro non è stato coordinato dal Commissario Chiodi. Neppure dal Vice Commissario e, tanto meno, dal Sindaco dell’Aquila, come primo cittadino dell’assise cittadina. Lo ha fatto, solo e semplicemente, un lavoratore indefesso come Marchetti che, per le sue capacità professionali ed operative, appare inviso ed indesiderabile agli occhi degli oziosi burocrati.

Marchetti, in compagnia dei Vigili del Fuoco, è tornato nuovamente sulla struttura per analizzare a fondo la possibilità del recupero della struttura con il contenimento della spesa preventivata.

Il progetto, dopo ulteriori analisi, sta prendendo corpo. Guarda caso, però, nessuno conosce lo stato dei lavori, ma quel che preoccupa maggiormente, nessuno ha saputo spiegare chiaramente dove fossero i fondi donati.

Alla luce di questi comportamenti, lasciatecelo dire, nutriamo seri dubbi che si possa giungere ad intraprendere la strada della ricostruzione della città con una certa sollecitudine. Gli Organi Istituzionali tacciano. Preferiscono ignorare la situazione per non dimostrare la completa ignoranza in materia. Intanto, anche le donazioni potrebbero vanificarsi, perché i donatori potrebbero chiederne la restituzione, visto che non si riescono a spendersi neppure soldi “sonanti”.

Le pubbliche Amministrazioni farebbero molto meglio a seguire l’esempio di chi lavora, mettendosi alla ricerca concreta degli ulteriori fondi necessari per l’intera ricostruzione dei locali dell’Abbazia di Santa Maria di Collemaggio che, tra l’altro, oltre al Conservatorio, ospitano anche una sezione della Biblioteca Provinciale, uffici amministrativi della Provincia e della Scuola. Con l’occasione la Provincia potrebbe tornare in possesso dei locali occupati dal Centro di Igiene Mentale che potrebbero benissimo essere sistemati nell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico, attualmente in stato di completo abbandono.

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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