A L’Aquila, in Consiglio, si scaldano i motori in attesa di un’opposizione che ancora non c’è. E tutto sembra passare attraverso il nodo della prossima candidatura a sindaco del capoluogo.

Si avvicina il ‘punto di non ritorno’ per Cialente, la fatidica data del 23 novembre (2 anni 6 mesi e 1 giorno dall’inizio del secondo mandato). A quella data il sindaco non sarà più ricandidabile per un terzo mandato. Agli scrupoli di coscienza di alcuni compagni di partito a sfiduciare Cialente, in modo più o meno indotto, per dare modo al primo cittadino di ricandidarsi, vincere e allungare di 2 anni e mezzo il suo mandato, si contrappone una Pezzopane alla ricerca di una nuova chance politica dopo le recenti vicende sentimentali, che ambirebbe a diventare sindaca e, con la nuova legge elettorale, rientrare in Senato per la via secondaria.

Al problema del centrosinistra si somma, oggi più che mai quello di un centrodestra, da troppo tempo silente ma anche assente, che cerca di risollevare il capo, rivendicando quel ruolo che dovrebbe fare da naturale contraltare all’azione di governo cittadino. Ma lo fa annaspando e diviso. La conferenza stampa dei giorni scorsi di alcuni esponenti del centrodestra aquilano, Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022), Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila), ha voluto tracciare un solco con quella che viene chiamata “la partitocrazia del centrodestra”, ossia l’area di Forza Italia. Il tutto, chiaramente, senza il coinvolgimento di Guido Quintino Liris, capogruppo comunale di Forza Italia e vice presidente regionale del partito. Era l’agosto del 2011 quando, in vista della campagna elettorale che poi portò al secondo mandato di Massimo Cialente, si iniziava a parlare della candidatura di Guido Quintino Liris, capogruppo di Forza Italia e vice presidente regionale del partito, a sindaco del centrodestra. Allora l’operazione naufragò tra il desiderio di rinnovamento generazionale e la spinta a ricandidarsi dell’allora vice presidente vicario della Regione Abruzzo, Giorgio De Matteis.

Oggi la fronda anti Forza Italia sta forse impedendo quello che sembra un patto di ferro tra Guido Quintino Liris,  che ambisce a candidarsi sindaco a L’Aquila e Pierluigi Biondi, oggi sindaco uscende di Villa Sant’Angelo, che invece punta al posto di Emilio Nusca, come coordinatore delle aree omogenee del cratere sismico. Il tutto con la benedizione trasversale di alcuni sindaci del Pd scontenti dell’azione politica del duo Lolli-D’Alfonso.

L’Aquilablog, 31 ottobre 2014

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