“Abbiamo alzato la posta, ci siamo giocati tutto, anche il futuro dei nostri figli e adesso, finalmente, ci godiamo quello che ci spetta”, confessa il protagonista de “Il Capitale Umano”, l’ultimo film di Virzì.

Il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non poteva pensare di meglio che usare come foglia di fico del suo ennesimo rientro in Comune, la figura del settantaduenne magistrato in pensione Nicola Trifuoggi. Il “difensore della legalità” che “vuole bene a L’Aquila”, che da mesi D’Alfonso cerca di cooptare per presentarlo al suo fianco, nello schieramento di centrosinistra, alle prossime elezioni regionali, non senza dibattiti a livello nazionale. A questo punto, se il sindaco pensa sia necessario un “difensore della legalità”, ammette che qualche cosa non andava da questo punto di vista.

Trifuoggi, irpino classe 1942, è infatti personaggio noto in Abruzzo, in quanto ha presieduto la procura della repubblica delle due maggiori città della regione. Nel 1984 fu uno dei pretori che oscurarono le tv Fininvest di Berlusconi, episodio che fece scalpore in tutto il Paese e che causò il famoso “sciopero dei pretori”. Più recentemente, nel 2008, poco prima di andare in pensione, è tornato alla ribalta con l’inchiesta sulla sanitopoli abruzzese, che ha portato all’arresto dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, con l’effetto collaterale di portare gli abruzzesi alle elezioni anticipate.

In una città come L’Aquila, dove c’è un disperato bisogno delle forze migliori, di idee nuove che curino gli interessi di chi veramente dovrà vivere un futuro, la proposta più brillante è presentare un ex magistrato di una certa età- ma evidentemente funzionale agli interessi della Pezzopane e di Cialente- solo perché si presta a fare di spauracchio del malaffare? “Trifuoggi è un servitore dello Stato che deve dire all’Italia che questa è una città di persone per bene”, ha detto il Sindaco in conferenza stampa. Siamo sicuri che Trifuoggi sarà una garanzia, un cane da guardia attento, ma ci aspettiamo lo sia contro quel sistema corrotto e mafioso più volte denunciato soprattutto dal Sindaco, non certo degli aquilani brave persone che non hanno scheletri nell’armadio di cui preoccuparsi.

Trifuoggi, prima di accettare l’incarico, si è informato attentamente su quel che è successo e si è detto a L’Aquila in questi ultimi mesi?

E’ a conoscenza del pubblico scambio di accuse di mafiosità tra il Sindaco e il suo capo gabinetto, avvenuto ben prima che scoppiasse lo scandalo nazionale? Ha provato a prendere un volo dall’Aeroporto? Ha chiesto pareri in giro per sapere quale è il vero problema che lega la Ricostruzione? Ha letto le intercettazioni che raccontano la forma mentis delle persone sulle quali il Sindaco garantiva nel modo più assoluto l’onestà? Si è fatto dire chi per primo, all’interno del Comune, ha parlato con estrema disinvoltura di “mazzette”?

Ammesso che fossero tutte illazioni, si è fatto spiegare perché i geometri e gli ingegneri del Comune, invece di denunciare gli autori di quelle illazioni,  hanno minacciato esposti solo contro chi ha pubblicato il testo delle intercettazioni? Ritiene un comportamento ‘intellettualmente onesto’ annunciare su tutta la stampa nazionale per l’ennesima volta le proprie dimissioni sapendo di non avere alcuna intenzione di darle?

Da un magistrato esperto che decide di prestare il suo nome a vecchi politici prima ancora che alla politica, ci aspetteremmo che pretendesse queste e altre risposte dal Sindaco prima di accettare  qualsiasi incarico. Altrimenti c’è il solo rischio di rimediare una doppia brutta figura: la prima, perché un magistrato evita di immischiarsi con i politici sullo stesso territorio dove ne ha inevitabilmente quanto fortemente influenzato il percorso con le sue inchieste giudiziarie. E la seconda brutta figura rischia di rimediarla perché, senza aver prima studiato bene “il sistema L’Aquila” e cedendo solo alle lusinghe di politici in difficoltà, rischia di dimostrare di aver sottovaluto, e di molto, la gravità della situazione.

Considerazioni che facciamo ad alta voce, giusto per non passare, in breve tempo, dall’odierno caloroso “Benvenuto Trifuoggi”, ad un triste arrivederci.

L’Aquilablog.it, 22 gennaio 2014

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