Continua l’interminabile e costosissimo gioco dell’Oca dell’apertura dello Stadio dell’Acquasanta, la più clamorosa delle clamorose opere incompiute della città dell’Aquila. Di decennio in decennio si annunciano aperture, si fanno inaugurazioni ma solo la maledizione che grava su di uno stadio nato male e finito peggio continua a dare i suoi frutti.

Questa volta a dare l’ennesimo stop sono ben due circostanze: la prima riguarda le discordanze sulle cifre delle offerte riscontrate da Dino Tarquini, responsabile unico del procedimento della gara d’appalto appena espletata per il “completamento e adeguamento (ancora?) del complesso sportivo”. Il presidente della Commissione di gara, Lucio Nardis, verificata la veridicità della discordanza tra le cifre in lettere e quelle scritte a numeri delle offerte valutate, si è riservato di convocare nuovamente la commissione, ma soltanto dopo aver consultato un legale. Quanto durerà questa “riserva” nessuno può dirlo con certezza.

Ciò non bastasse, per mercoledì 23 è prevista l’udienza al Tar circa il ricorso presentato da un’azienda pugliese basato sulla contestazione di un altro rilievo tecnico sulle cifre delle offerte.

Nel frattempo, neanche l’imperturbabile assessore allo sport Emanuela Iorio– probabilmente provata dagli ennesimi flop dell’Aeroporto dei Parchi- riesce a trovare il coraggio per annunciare nuovi, improbabili “crono-programmi” sulla fine dei lavori. Lo scorso autunno, ad inizio campionato, la Iorio dovette affrontare di persona le ire dei tifosi dell’Aquila calcio, esasperati dalle continue promesse e dagli immancabili rinvii. Allora annunciò l’apertura dello stadio prima a dicembre, poi ad aprile. Dopo questo ultimo stop, invece, preferisce tacere.

Quindi, senza aspettare i vaticini degli uffici tecnici comunali, un ipotetico crono programma tocca farcelo da soli: se per “il completamento e l’adeguamento del complesso sportivo” sono già previsti almeno quattro mesi di lavori; considerando che, ad essere ottimisti, ne occorreranno almeno altri 15 per dirimere le ultime controversie burocratiche e legali; che siamo ormai arrivati ad agosto e difficilmente in Italia, in questo periodo, si riesce ad aprire celermente un cantiere, ecco che è facile prevedere che l’apertura dello stadio è rinviata per il terzo anno consecutivo all’anno prossimo, ossia il 2015. Bontà loro.

L’Aquilablog.it, 22 luglio 2014

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