Sono provvedimenti a passo di gambero, se non una vera presa in giro, quelli per la ricostruzione dell’Aquila firmati Pd. La tanto decantata Legge Legnini per la ricostruzione privata è stata rinviata dal Governo Renzi. Se ne riparlerà, forse, nel 2015. La Camera dei Deputati, invece, ha cassato tutti gli emendamenti firmati dalla Senatrice Pezzopane, riguardanti precari e finanziamenti per i dipendenti dei Comuni del cratere assunti grazie all’urgenza della ricostruzione.

Insomma Cialente&Co. avevano appena finito i festeggiamenti per la vittoria “contro i gufi” e per i “6 miliardi veri”, “soldi sicuri”- ma “sicuri” de che?!- che il Governo Renzi aveva assicurato per la ricostruzione nei prossimi sei anni che, questa sera, una gran puzza di bruciato ha invaso il Comune dell’Aquila, facendo levare nuove grida di allarme.

Eppure, in questi ultimi mesi, c’era stato garantito non solo che il premier Renzi sarebbe venuto in città, ma che tutte le questioni erano state finalmente risolte. E che grazie agli emendamenti della pasionaria senatrice Pezzopane, all’ingegno dell’attuale vice Presidente del CSM Giovanni Legnini, e alla temerarietà del mitico vice Presidente della Giunta regionale, il ripescato Zizzetto Lolli, L’Aquila non aveva nulla più nulla da temere.

Questa sera, invece, è lo stesso Cialente a esprimere “una grande preoccupazione per la mancata approvazione, alla Camera, di alcuni emendamenti decisivi, in parte peraltro concordati con il Ministero dell’Economia e della Finanza, relativi a questioni che per noi sono centrali”.
Secondo Cialente, “se questi emendamenti non dovessero essere nuovamente inseriti nella discussione in Senato e successivamente approvati, tutti i Comuni del cratere, e certamente quello dell’Aquila, non saranno né in condizione di predisporre un bilancio di previsione che possa andare al di là del mero pagamento degli stipendi ai dipendenti e delle spese obbligatorie, né di mandare avanti il processo della ricostruzione, che vede il fondamentale impiego di lavoratori precari, né tantomeno di mantenere alcuni servizi sociali come quello degli asili nido”.

Se ciò non bastasse, l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis, dell’Italia dei valori, ci mette il carico. “La legge di stabilità, approvata alla Camera dei deputati,- ribadisce De Santis- non contiene le risposte che l’amministrazione comunale attendeva e non accoglie nessuno degli emendamenti più significativi presentati a favore della ricostruzione sociale e materiale della città dell’Aquila e a sostegno dell’azione amministrativa del Comune”. “Di Legge speciale per L’Aquila si potrà parlare solo nel 2015, vanificando così, il lavoro svolto con determinazione dall’onorevole Legnini – attacca ancora De Santis – che un Governo serio e attento alla ricostruzione di una importante città capoluogo di Regione poteva e doveva assicurare di portare a conclusione”.

Anche la solitamente silente assessora al personale Elisabetta Leone lancia l’allarme: “è importantissimo che gli emendamenti al Patto di Stabilità relativi alle norme sul personale precario vengano accolti dal Senato, altrimenti ci troveremo di fronte ad una situazione difficilmente gestibile che comporterà oltre agli inevitabili ritardi di tutto il sistema, anche la riduzione dei servizi per i cittadini”, conclude.

Il consigliere comunale di Sel e presidente della commissione Bilancio del Comune dell’Aquila, Giustino Masciocco, è ancora più esplicito: “non comprendo da dove derivi l’ottimismo che il Pd aquilano diffonde in città in questi giorni. A guardare la legge di stabilità varata dal Governo e approvata dalla Camera- aggiunge Masciocco- si comprende bene che vi sono aspetti di grave criticità sia in riferimento alla ricostruzione della città dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico, sia in riferimento alle finanze e alla possibilità di programmazione degli enti”. “Se i rappresentanti del Pd sono in possesso di informazioni diverse li esorto a fornirle, spiegando da dove derivi tanto ottimismo, a fronte dell’evidenza dei fatti. Qui non si tratta più di cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno. Qui il bicchiere non c’è proprio”, conclude Maciocco.

Per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Guido Liris “Manca la tanto auspicata ‘cabina di regia’ a Roma; dopo il pensionamento di Mancurti nessuna struttura si occupa dell’Aquila e della sua ricostruzione. Ciò che è più grave è che tutto ciò avviene nel silenzio generale, in particolare di chi rappresenta apicalmente le istituzioni a livello nazionale e locale – prosegue. – Si continua ad aspettare Renzi e, intanto, tra non molto, gli aquilani saranno costretti a pagare la Tasi sulle case inagibili: il Consiglio comunale su mia proposta qualche mese fa votò una mozione che impegnava il sindaco a far inserire una norma ad hoc nella redigenda legge della ricostruzione. E invece, nulla”. Liris chiede “agli esponenti della sinistra e in particolare del Pd di riprendere in mano la legge, di condividere la stessa con tutte le forze politiche e con tutti i rappresentanti istituzionali (e non) del Cratere: è necessario rimettere in piedi la governance della ricostruzione, è necessario re-istituire a Roma una cabina di regia dedita a L’Aquila, una struttura operativa interlocutrice costante del nostro territorio, è necessario fare chiarezza su competenze e responsabilità per evitare che si continui a rimanere nell’equivoco e nella confusione”.

Insomma, l’infinita telenovela dei fondi per la ricostruzione dell’Aquila e le agevolazioni per i comuni del cratere, malgrado i proclami degli ultimi giorni, continua ad avere una vita difficile.

Tanto che la Senatrice Pezzopane è stata costretta a ricacciare dai cassetti il comunicato stampa evergreen sul suo impegno “a ripresentare in Senato tutti gli emendamenti bocciati ieri alla Camera”.

L’Aquilablog, 2 dicembre 2015

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