Avranno 3 giorni di tempo il partito, la maggioranza, i familiari e le ammiratrici più fanatiche per dare inequivocabili attestati di solidarietà e stima a Massimo Cialente. altrimenti il sindaco dell’Aquila presenterà la sue dimissioni (revocabili entro altri 20 giorni e quindi in tempo per la prossima tornata elettorale). Lo ha comunicato oggi lo stesso Cialente nel corso della Giunta comunale straordinaria convocata per fare chiarezza dopo l’inchiesta su presunte tangenti per appalti sulla ricostruzione che per la prima volta coinvolge ex e attuali amministratori comunali, e che ha portato già alle dimissioni del vicesindaco, Roberto Riga.

“Mi prendo due giorni (fino a lunedì sono 3, ndr.) e poi deciderò, tutti gli elementi sono sul tavolo”, ha dichiarato solennemente il Sindaco alla sua Giunta.

Il Sindaco sarebbe molto amareggiato per la mancata difesa da parte del suo partito, anche se in molti si interrogano quale sia oggi il suo partito. Quello guidato da Renzi? o quello che vorrebbe fondare D’Alema?

Pare che il sindaco non sia stato convinto neanche dall’ambiguo comunicato stampa di Stefania Pezzopane (anche lei “tradita”) e dal silenzio dell’amico Giovanni Lolli. L’unico che finora ha manifestato una sua netta difesa sui giornali è stato il presidente del Consiglio Carlo De Benedetti , che ha trovato ispirazione nella vecchia teoria secondo la quale “i panni sporchi si lavano in casa” altrimenti rischiamo di fare una figuraccia davanti al mondo.

Gli interessati avranno quindi tutto il week end per invadere le redazioni con dichiarazioni del tipo: “alla fine 250 mila euro non sono nulla”, “non poteva sapere cosa facevano i suoi uomini di fiducia”, “è stato obbligato da Riga, che è pur sempre un ex democristiano”, “Tancredi chi?”, “sono solo responsabilità personali”, “grazie per tutto quello che hai fatto finora”, “la tua onestà non è in discussione”, “senza di te non abbiamo speranza”, “solo un uomo forte e coraggioso come te poteva atterrare a Preturo”, “ai nostri bambini le rotonde divertono molto e ci si sono già affezionati, grazie Sindaco”.

Per ulteriori ispirazioni, si può prendere spunto dalle frasi dei più indefessi sostenitori di Berlusconi tipo “è un complotto politico giudiziario”, “della stampa nemica”, “sono solo voci di gente invidiosa che vorrebbe essere al tuo posto”, “non si specula sulle vicende giudiziarie delle persone”.

Tutte frasi che, se hanno funzionato per B., funzionerebbero benissimo anche nel caso di Cialente.

Visto che conosciamo fin troppo bene il teatrino della politica italiana, ecco cosa accadrà nel corso dei prossimi giorni: I componenti della maggioranza si interrogheranno per alcune ore se il sindaco ha fatto la sua solita sparata o fa sul serio. Nel dubbio, frugheranno nei loro archivi le frasi più opportune da utilizzare in queste circostanze, cercando di trasformare in vittima il sindaco e in degli sciacalli i cittadini che osano ribellarsi e protestare. Stefania Pezzopane si farà intervistare in lacrime, possibilmente sul Tg3 nazionale. Ma se la Berlinguer non sarà così ospitale, anche le telecamere di Tvuno andranno bene. Gli amici e conoscenti che hanno già imprudentemente chiesto le sue dimissioni, potranno aggiustare il tiro dicendo che chiedevano le dimissioni del Sindaco ma non di Cialente. Qualcuno ipotizzerà rimpasti di Giunta giusto per acquietare le voci più dissidenti della maggioranza e dei cittadini più inferociti.

Al terzo giorno, cioè lunedì, anche per non darla vinta così facilmente “ai gufi, ai bagnini guascone e ai quaquaraquà”, Cialente risorgerà e sarà nuovamente pronto ad indossare corona e mantello per investire tempo e denaro in fantastici “volani” per l’economia dell’intero territorio.

Dopotutto se gli italiani continuano a sopportare Letta, perché gli aquilani non dovrebbero sopportare Cialente almeno per un altro po’?

L’Aquilablog.it, 10 gennaio 2014

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