di Maria Cattini – Nel corso di una conferenza stampa tenutasi questa mattina a Pescara, l’attivista del M5S Paolo Leonetti ha dichiarato di aver presentato una serie di denunce-querele ai carabinieri del capoluogo abruzzese poiché ritiene di “essere stato colpito nella sua onorabilità con una serie di dichiarazioni lesive della sua immagine e professione”.

Sarebbe stata la senatrice Enza Blundo, nel corso di un’assemblea regionale del M5S riunita lo scorso 14 ottobre a Sulmona, a divulgare i contenuti di una e-mail che l’onorevole Gianluca Vacca avrebbe inviato allo staff di Grillo e che alcuni attivisti hanno ritenuto denigratorie nei loro confronti.  Nella mail, l’on. Vacca chiedeva l’espulsione dal Movimento 5 Stelle di alcuni attivisti accusati di avere comportamenti violenti e aggressivi.

La divulgazione del contenuto dell’e-mail riservata di un onorevole aveva acceso un aspro dibattito sulla rete tra i vari gruppi del M5S nati nel capoluogo abruzzese. Accuse reciproche andate avanti per mesi, fino a quando, qualcuno a deciso di portare le carte in procura.

Con la sua denuncia, Leonetti ha chiesto “agli uffici competenti di valutare le azioni, le affermazioni ed i comportamenti di un gruppo di persone che, con pervicacia, cercano continuamente di colpirlo poiché non allineato al gruppo di potere che attualmente gestisce il M5S di Pescara. Una decina di persone in tutto-secondo Leonetti- che vuole egemonizzare l’intero movimento abruzzese.”

“Chiedo alla magistratura-conclude Leonetti- di fare chiarezza sulle violenze alle quali sono sottoposto dal gruppo che si è autoproclamato dirigente del M5S”

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