di Maria Cattini – Si torna a parlare di portaborse in Consiglio regionale e lo si fa proprio nel periodo estivo, tanto caro alle ‘sveltine’ politiche. Come riportato da Il Centro di oggi, in pieno periodo ferragostano, si annuncia la ‘notiziola’ che al punto 4 dell’ordine del giorno del consiglio regionale di martedì 30 luglio:  Progetto di legge n. 550/2013: Modifica dell’art. 8, comma 4, della L.R. 9.5.2001, n. 18 e s.m.i..

Che sarà mai questa modifica? Cerchiamo sul sito del Consiglio regionale, nella sezione, Progetti di Legge/Iter/Visualizza testo arrivato in Consiglio e compare la seguente schermata: “Per questo Progetto di Legge non è disponibile il testo.

Quindi impossibile capire di che si tratta. A forza di cercare nel sito, che dovrebbe avere come primo requisito “la trasparenza”, dopo vari tentativi riusciamo a rintracciare il testo che recita:

In spregio alle norme che prevedono la riduzione del 50% del personale politico a partire dalla prossima legislatura, i consiglieri regionali hanno voluto dare l’ennesima prova di generosità- ça va sans dire, sempre a carico dei contribuenti- presentando un Progetto dei legge che salva tutti i loro portaborse. Il tutto scritto in perfetto stile burocratese, perfettamente incomprensibile ai ‘comuni mortali’, che dovrebbero capire senza essere costretti a decifrare.

Il Progetto di legge n. 550 del 2013 è stato presentato dell’Idv (CesareD’Alessandro) ed elaborato in Commissione da Luca Ricciuti, ricevendo il sostegno della minoranza di centrosinistra, in perfetto stile bipartisan.

Ad oggi il personale politico del Consiglio regionale, circa una sessantina di dipendenti assunti a chiamata diretta, selezionati esclusivamente in base ad un rapporto fiduciario, possono godere di un contratto a tempo determinato, che scade il giorno della convocazione della prima seduta del nuovo Consiglio eletto.

Con la nuova norma, invece, si cancella di fatto il carattere di ‘determinato’ del contratto e si affida ai nuovi Consiglieri, non più di assumere per persone di loro fiducia, ma di licenziare eventualmente il personale che si ritroveranno già sistemato dentro le segreterie.

E, tra casi umani, tengo famiglia, il mutuo, la crisi, i neo eletti si troveranno a ricoprire l’ingrato compito di ‘tagliatori di teste’. In più, il personale politico, a seguito della spending rewiev, dovrebbe essere comunque ridotto del 50%.

Dove trova la copertura finanziaria questa nuova norma che invece salva lo status quo del vecchio organigramma?

Questi aspetti sembrano proprio non interessare ai Consiglieri regionali abruzzesi, che hanno votato la norma all’unanimità e in fretta e in furia la scorsa settimana in commissione. Tanto in Italia un modo di aggiustare le cose si trova sempre.

Straordinaria invece le motivazioni che hanno costretto i legislatori regionali a proporre questo provvedimento. Sempre facendo finta di ignorare la riduzione della pianta organica, i nostri generosissimi rappresentanti hanno voluto evitare che gli uffici amministrativi lavorassero troppo, provvedendo prima alle lettere di licenziamento- che in realtà sono tutte uguali, cambia solo il nome del destinatario- sia quelle di riassunzione, dando per scontato che, qualsiasi sarà l’esito elettorale, quei dipendenti un motivo, un compromesso, una scusa in più degli altri cittadini per essere scelti nuovamente, in cinque anni, saranno sicuramente riusciti a procurarsela…

Quindi domani il Consiglio sarà chiamato a votare l’ennesima sveltiva pre elettorale, incrociando le dita per scongiurare che il Governo osservi per l’ennesima volta una Legge regionale di questa legislatura. Un legislatura di “qualità”- ci avevano garantito- che però, secondo i dati, ha già battuto tutti i record di Leggi impugnate dal Governo.

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