di Maria Cattini – Questo pomeriggio, in Consiglio regionale, è spuntato improvvisamente un provvedimento “fuori sacco” degno di Babbo Natale. Dopo l’ormai solita bulimia di interrogazioni, interpellanze e mozioni che caratterizzano i lavori assembleari di questa legislatura, l’Aula ha approvato all’unanimità la modifica alla legge 40/2010 che permetterà ai Consiglieri regionali abruzzesi di richiedere in qualsiasi momento l’anticipazione dell’indennità di fine mandato. Una specie di TFR riservato agli eletti in Consiglio che ammonta a circa 50 mila euro e, fino ad oggi, poteva essere richiesta solo al termine dei cinque anni di legislatura o nel caso di scioglimento anticipato dell’Assemblea. Invece, dall’entrata in vigore della nuova legge, tutti i Consiglieri potranno arrotondare le già ricche indennità per fronteggiare le loro esigenze economiche o per “ripagarsi casomai le spese della campagna elettorale”, come ci ha tenuto a precisare il il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo (FI), annunciando il parere favorevole. O, più semplicemente , per coprire le spese per i regali dell’imminente prossimo Natale. Un vero e proprio privilegio nuovo di zecca tutto riservato alla solita Casta se si considera che, per ottenere l’anticipo, il Consigliere non dovrà giustificarne i motivi, come avviene per il resto dei lavoratori italiani che, inoltre, devono aspettare due anni dal giorno della fine del rapporto lavorativo prima che l’Ente di previdenza gli consegni il TFR. Come è stato stabilito da una delle ultime Leggi approvate dal Governo Monti per fronteggiare la crisi e mettere freno al debito pubblico. D’altronde il Presidente della Regione D’Alfonso l’aveva promesso: “sarà una Regione facile e veloce”. Evidentemente, per i colleghi Consiglieri regionali, anche più facile e veloce di Babbo Natale, bruciato sul tempo da Lucianone.

Gli unici ad astenersi sono stati Consiglieri del M5S che, nel frattempo, studiano ancora una legge per tagliarsi lo stipendio, come più volte promesso in campagna elettorale. Al momento, però, anche i consiglieri pentastellati continuano tutti a ritirare per intero l’indennità e, malgrado la loro astensione, dal prossimo mese potranno aggiungere, come tutti i loro colleghi, altri 1.000 euro mensili alla loro non povera indennità. Per il resto dei lavoratori, cassaintegrati, disoccupati italiani non rimane invece che affrontare la crisi sapendo che questo Natale non sarà sicuramente meno povero di quelli passati.

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