Si iniziano a scaldare i motori in vista della campagna elettorale, ufficiosamente già iniziata da tempo.

Il centro sinistra deve sciogliere il nodo legato alla ricandidatura del sindaco. Agli scrupoli di coscienza di un Lolli, compagno di partito, che non si metterebbe in competizione con il primo cittadino, si contrappone una Pezzopane che ambisce a trasferirsi nella capitale. In realtà siamo ancora al gioco delle parti, è quindi del tutto inutile affannarsi, oggi, a puntare sul toto candidato del centro sinistra.

Sul versante centro destra la situazione è ben più incartata. Da una parte è già sceso in campo da tempo Giorgio De Matteis, fortemente sponsorizzato da Chiodi, Srour, D’Eramo, Carla Mannetti e benedetto da Cicchetti, Piccioli, così come da una parte della Curia. Dall’altra si respira un’aria di rinnovamento generazionale, sull’onda del nuovo programma di riorganizzazione del neo segretario Alfano che vede nelle primarie lo strumento di selezione della classe dirigente.

A fare da contraltare ecco scendere in campo i giovani del Pdl aquilano, Magliocco e Santangelo, che denunciano nel partito «fughe in avanti e riunioni carbonare, facendo filtrare improbabili sponsorizzazioni romane» con il solo scopo di fornire «l’esatta fotografia della politica degli anni addietro, la cui unica conseguenza, oggi di palmare evidenza, è stata quella di creare un divario tra politica e cittadini che rischia di diventare incolmabile».

Lotta alla vecchia politica e al travestimento da «’nuovo’ per imporre, attraverso vecchie logiche e atteggiamenti, candidature sulla testa degli aquilani dimostra la poca attenzione prestata alle parole di Alfano e soprattutto alla città dell’Aquila». E concludono: «La ricostruzione dell’Aquila passa necessariamente per un nuovo patto con gli aquilani. Che siano loro a scegliere a chi consegnare le proprie speranze e il proprio futuro ed evitiamo le solite pseudo scorciatoie che da tempo vengono utilizzate, spesso tradendo la fiducia degli aquilani».

Stabilito il metodo procedurale delle primarie, rimangono da fissare i tempi. Alla fine di ottobre si chiude il tesseramento e per fine dicembre si dovrebbero svolgere i congressi per arrivare, in tempi strettissimi, alle primarie per le amministrative di Avezzano e dell’Aquila.

Per Luca Ricciuti, i politici locali non hanno una dialettica interna viva che permetta di confrontarsi con i vertici del partito. «Allora dovremo ‘rompere’ questo sistema e marcare una linea di discontinuità. Non serve tanto far uscire un leader ma le posizioni silenti fino ad ora. Le nuove generazioni in realtà rischiano di venire schiacciate dalle vecchie logiche. C’è tanta gente dentro il centro destra che si sta preparando al dopo Berlusconi. Io, personalmente, vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider, che farà presa sui cittadini su tematiche tipo la globalizzazione, l’Europa, gli stranieri». Un nome per L’Aquila? «Francesco Bonanni uno che ha fatto parte di quella politica che all’Aquila ha fatto scelte politiche. Ma alla fine passerà De Matteis».

Di diverso avviso Gianfranco Giuliante che crede fortemente nelle primarie per arrivare a una candidatura condivisa dalle forze della coalizione e auspica che dalla partecipazione democratica esca «la figura di un giovane amministratore, impegnato politicamente e con esperienza pluriennale di militanza politica che sappia parlare il linguaggio delle nuove generazioni». Un nome? «Non ne faccio – ci dice sornione – e non mi sbilancio, ma basta guardarsi intorno e cercare in Provincia per capire che qualcuno già c’è con queste caratteristiche». Allora proviamo a guardare là dove punta il dito di Giuliante ed ecco che sbuca il nome di Guido Quintino Liris. Da qui a qualche giorno si attende la conferma ufficiale ma il diretto interessato si trincera dietro un diplomatico «no comment». Che non stia ridendo sotto i baffi?

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore –  IlCapoluogo.it]

Condividi