di Maria Cattini – C’era una volta il proporzionale e, sulla paventata ipotesi che si possa tornare di colpo al sistema elettorale della Prima Repubblica, il Corriere della Sera dedica oggi alcuni ritratti, piuttosto irridenti, sui “mister preferenza” dei politici democristiani di allora. E tra i Sbardella e i Lattanzio, il Corriere non dimentica di citare “Zio Remo”.

“Anche Remo Gaspari- scrive oggi il Corriere-, che resterà nella storia, a dispetto dei detrattori, come il panciuto pluri-ministro di marzapane che strappò l’Abruzzo alla povertà portandolo a un reddito pro capite europeo, conosceva una per una le sue pecorelle. E ogni volta che c’era un’elezione finiva sotto un acquazzone di preferenze che ricambiava andando a tagliare le salamelle e le caciottine nei garage-taverna degli elettori e l’estate non andava alle Seychelles ma alla pensione Sabrina di Vasto dove si piazzava in spiaggia sotto un ombrellone, con una stupefacente maglietta da marinaro a righe bianche e blu orizzontali e riceveva lì i maggiorenti del partito. I quali a volte si spingevano a omaggiarlo con parole di inarrivabile ossequio come quelle del sindaco di Cerchio, Alberto Tucceri, primatista mondiale dei leccapiedi: «Gaspari! Soave creatura, bontà di sacrificio e di amore! Ti chiamerò sempre con tenero slancio…».”

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