È bastato il tempo di un ferragosto e una cocomeraia tra amici a far cambiare totalmente idea al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. “Se non c’è Governo sciolga il Consiglio” tuonava solo mercoledì scorso contro D’Alfonso, dopo l’ennesima, interminabile quanto inconcludente seduta del Consiglio regionale, bloccata- sosteneva Cialente- da “singole individualita’ che, di volta in volta, anche trasversalmente, si organizzano su aspetti particolari, territoriali, in risposta ad interessi lobbistici o campanilistici”. “Ma da che pulpito!” avevano notato in molti, considerando che la carica dei mille campanili era ripartita in Consiglio regionale  proprio a causa dello sciagurato salvataggio in extremis di Abruzzo Engineering, da molti ritenuto un “carrozzone” ideato dalla politica aquilana come refugium peccatorum per i tesserati doc sprovvisti ancora di comode poltrone. Forse per evitare shock troppo violenti alla sua base, o per non rovinare l’alta figura di politico dal pensiero ondivago che è riuscito a costruire nel corso degli anni, oggi il Sindaco Max è tornato alla carica sui giornali esprimendo un pensiero diametralmente opposto al precedente: “Non ha alcun senso dichiarare morta l’Abruzzo Film Commission” (altro inutile poltronificio, secondo molti, dai costi non più sostenibili) “Il Presidente D’Alfonso- ha continuato Cialente- dovrebbe spiegare perché bisognerebbe chiudere la sede a L’Aquila per aprirla a Pescara. Se il criterio è l’individuazione delle sedi in base alla loro operatività, allora la Film Commission deve restare a L’Aquila dove c’è l’Accademia dell’Immagine e la Cineteca.” Quindi dopo AE, Cialente già annuncia battaglia per la riapertura di un altro balaustro del centro sinistra aquilano dato per morto da alcuni anni, l’Accademia dell’Immagine, mentre all’orizzonte sta per scoppiare la crisi del TSA che rischia di finire tra non molto come l’ATAM e l’ISA. Ma Cialente non se ne preoccupa, visto che un in dedito duo, il senatore Piccone (NCD) e la senatrice Pezzopane, hanno già trovato per l’ISA una soluzione geniale, da lasciare mozzafiato i più grandi economisti: sfilare dalle tasche dei cittadini altri tre euro pro capite, a titolo di contributo per il salvataggio, evitando accuratamente di nominare la parola tassa.

Speriamo che Max, in uno dei suoi leggendari slanci di generosità, proponga subito la candidatura al Nobel per la sua fraterna amica Pezzopane. E forse anche per Piccone, uno dei senatori che è riuscito a sbancare tutti i record di assenteismo a Palazzo Madama. Se non meritano un Nobel loro, chi altri?

Laquilablog.it, 17 agosto 2015

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