di Maria Cattini – “L’unica certezza che emerge dalla conferenza stampa di Cialente è che fino a oggi al Comune dell’Aquila è mancata la legalità”. E’ questo lo scarno commento di Giorgio De Matteis, alla notizia dell’ufficializzazione del ritiro delle dimissioni del sindaco.

La tardiva minaccia delle opposizioni di darle loro le dimissioni, avvenuta solo dopo aver avuto la certezza che Cialente avrebbe ritirato le sue, era un contro bluff troppo evidente. Non ci credevano neanche loro. De Matteis, nella conferenza stampa di due giorni fa, ha solo voluto approfittare della preziosa occasione di ridicolizzare nuovamente il suo principale avversario politico. E poi Giorgio non aveva i numeri per minacciare “le dimissioni dell’opposizione”: il suo partito rappresenta solo una piccola parte della minoranza in Consiglio Comunale. Difficile credere che liste civiche e micro partiti vari potessero accettare di dare a De Matteis il ruolo del condottiero. I consiglieri di opposizione, in questi giorni convulsi, hanno dimostrato di non volere o non essere in grado di gestire una crisi della maggioranza, figuriamoci se erano pronti a gestire nuove elezioni. Con quali idee? Con quali progetti? Con quali soluzioni e, infine, con quali uomini potevano garantire certezze diverse e maggiori rispetto a quelle proposte da chi  siede attualmente sugli scranni più alti dell’Aula?
Nessuna formazione politica di minoranza aveva delle risposte e allora- avranno pensato- meglio limitarsi a una timida contro sceneggiata a favore dei propri supporter.

“Può darsi che le dimissioni le presenteremo – ipotizza ora cautamente  Emanuele Imprudente, dello stesso partito di De Matteis- Comunque, ci riuniremo e definiremo una strategia per cercare di far recuperare credibilità alla città che le buffonate di Cialente hanno esposto al pubblico ludibrio dell’Italia intera.”

“Le dimissioni verranno presentate se troveremo altri consiglieri disposti a farlo”, continua a dire Vito Colonna di Prospettiva 2000.

“Appena verrà convocato il Consiglio, presenteremo le dimissioni a patto che lo facciano anche gli altri. Io da solo non lo farò.” gli risponde il consigliere Daniele Ferella di Tutti per L’Aquila.

Torniamo a ripeterlo: in una città che da troppi anni, da molto prima del terremoto, ha preferito premiare la mediocrità, il primo e unico problema politico per assicurare “un cambio di passo” è quello di riuscire a trovare idee, progetti concreti e persone credibili e convincenti capaci di portarli avanti.

Chiunque voglia fare qualcosa di concreto per L’Aquila deve prima occuparsi seriamente di questi aspetti fondamentali. Continuare a fare leva sull’orgoglio degli aquilani e sulla radicalizzazione dello scontro politico ci farà solo perdere altro tempo prezioso. Tempo prezioso più del denaro.

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