I controlli a sorpresa alle imprese?  Il video di Brunetta in cui spiega agli imprenditori che i controlli a sorpresa verranno aboliti diventa virale e il ministro annuncia querela nei confronti del senatore M5S Danilo Toninelli per diffamazione e afferma:

“Non si tratta affatto di eliminare i controlli, ma dell’esatto contrario. Qualunque altra lettura è falsa e disinformata”.

Di fronte alla platea di Anitec-Assinform, la branca di Confindustria che raccoglie le imprese del comparto tecnologie per l’informazione, il ministro Renato Brunetta aveva anticipato lo stop ai controlli a sorpresa alle aziende, illustrando l’apposita delega contenuta del disegno di legge sulla concorrenza.

“Niente più divise o mitragliette. I controlli sin qui, fatti senza programmazione, hanno avuto un’invasività insopportabile, quasi a voler vessare il mondo delle imprese. Questo non è più accettabile”. “Una telefonata per programmarli”.

La semplificazione dei controlli, fino ad oggi tante volte annunciata e mai realizzata, pone l’Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi avanzati e rappresenta una vessazione per le nostre imprese e un grave ostacolo alla concorrenza.

Tra i motivi del ritardo si rilevano, innanzitutto, le inutili complicazioni e rigidità delle amministrazioni di settore.

La necessità di intervenire su questo tema è esplicitamente richiamata nel Pnrr.

Una novità importante è rappresentata dalla previsione, all’articolo 24 del disegno di legge sulla concorrenza appena approvato dal Governo, di una delega legislativa indispensabile per intervenire sulla disciplina vigente.

Morale: Delega a Brunetta per tagliare controlli burocratici e 600 procedure autorizzative.

Ma siamo proprio sicuri che i doverosi controlli degli organi ispettivi nei confronti delle aziende non saranno, invece, così privi di efficacia?

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