Se è vero che in una campagna elettorale partita con così largo anticipo si può trovare di tutto, è indiscusso che oggi, all’Aquila, si gioca una partita decisiva senza esclusione di colpi. E quindi strategie politiche a go go, sondaggi, rumors, candidature ‘bruciate’ e altre mediaticamente sospinte e le bombe a orologeria sapientemente fatte esplodere soprattutto dal fuoco amico.L’ultima bordata l’ha tirata Filippo Piccone a Gianni Chiodi proponendo, sapientemente, il nome di Giancarlo Silveri quale candidato del centrodestra per la corsa a sindaco del Comune dell’Aquila, per contrastare quello del governatore, Giorgio De Matteis.

Silveri gongola, e prova a dare e a darsi una prospettiva politica a lungo raggio, ma sa perfettamente, anche se non lo dice, che la sua ‘sbandierata’ candidatura è a tempo. Pochi giorni, infatti, per decidere se dimettersi da direttore generale della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila e iniziare il percorso che lo porterebbe, sempre passando per le primarie (chiuse o aperte?), alla candidatura di picconiana indicazione. Sì perché l’articolo 60, comma 1, del decreto legislativo 267/2000, parla chiaro e elenca i casi tassativi di ineleggibilità alla carica di sindaco e tra queste c’è anche «il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie locali e ospedaliere (articolo 60, comma 1, numero 8), del decreto legislativo 267/2000)».

E allora ecco arrivare, per l’ex assessore al bilancio dell’ultima giunta Tempesta, inesorabile, la scadenza dei sei mesi antecedenti la data delle elezioni per presentare le dimissioni.

Piccone nicchia e aspetta sornione. Non si espone, ma c’è chi si chiede a chi giovi questa incertezza che sta facendo traballare gli equilibri e complicando ancor di più il panorama del centrodestra abruzzese.

Da un lato il ‘nuovo che avanza’ rappresentato da Guido Liris, fa un passo indietro. E come biasimarlo visto che è un politico giovane e apprezzato, ma frapporsi al proprio direttore generale nell’azienda sanitaria in cui si lavora, non è scelta facile! Le «dinamiche sui tavoli romani» (leggi la forzatura di Chiodi sulla candidatura di De Matteis senza passare dalle primarie), denunciate da Liris, ne escono sconfitte. Poi la candidatura di Santangelo apparsa più come una provocazione picconiana rivolta a Giuliante che non come una reale scelta alternativa. E, per finire, Silveri, quale espressione della società civile, che Piccone ha tirato fuori dal cilindro e che rientrerebbe, più strategicamente, nel gioco della campagna elettorale marsicana, con un posto  a disposizione da direttore generale dell’azienda sanitaria, da dirottare su Avezzano.

Il congresso non è poi così lontano… A leggere tra le righe si intravede una verità difficile, fatta di contrapposizioni esplicite ma anche di manovre sottobanco, di sgambetti, di lotte intestine. C’è bisogno di altro per capire che tutto il pdl è contro de Matteis? Ma, come detto tante volte, la politica è l’arte del possibile e le dinamiche confuse nel centrodestra potrebbero rilanciare un De Matteis alla finestra ma, soprattutto, un Cialente in netta ripresa dopo il sondaggio interno più che favorevole.

Sarà interessante vedere le prossime mosse di Piccone sempre che i troppo complicati intrighi di palazzo non portino, con spirito autolesionistico, a farsi male da soli.

di Maria Cattini
[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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