I nostri resi. Forse in questi giorni qualcuno di noi si sta attivando per restituire regali indesiderati. La tendenza a restituire prodotti comprati o ricevuti in regalo infatti si intensifica soprattutto in questo periodo. L’anno scorso, dopo le festività natalizie, gli americani da soli hanno restituito prodotti per un valore di 101 miliardi di dollari.

Ma dove finiscono i nostri resi? Al contrario di quello che potremmo pensare, la maggior parte degli articoli restituiti non viene rivenduta attraverso gli stessi canali da cui è stata comprata – in alcuni casi non viene rivenduta affatto. Hitendra Chaturvedi, professore di Supply Chain Management della W.P. Carey School of Business, ha spiegato che dal momento in cui restituiamo un ordine, in media da cinque a sei entità o aziende agiscono da intermediarie prima che il prodotto arrivi alla destinazione finale.

E ci sono quattro destinazioni possibili: rivendita a prezzo pieno, a prezzo ribassato, riciclo di alcune parti, e discarica.

Il problema, secondo Chaturvedi, è che per alcuni prodotti il costo di elaborazione e restituzione sarebbe superiore al valore del prodotto. Per questo la maggior parte di prodotti più economici finiscono in discarica, e solo una piccola parte viene rivenduta a prezzo ribassato. Alle aziende che vendono prodotti costosi invece, conviene distruggere un prodotto piuttosto che immetterlo sul mercato difettoso o scontato.

Il risultato? Ogni anno generiamo milioni di tonnellate di rifiuti provenienti dai resi. Per risolvere il problema avremmo bisogno di impegno su più fronti. Chi compra potrebbe cercare di capire se quel regalo sarà davvero gradito da chi lo riceve. Chi riceve potrebbe privilegiare alternative al reso che diano nuova vita ai prodotti, per esempio donandoli o rivendendoli su app, siti o mercatini dell’usato. E i rivenditori potrebbero impiegare sistemi di logistica più sofisticati e investire più risorse nell’ispezione dei capi restituiti, per ridurre la percentuale di prodotti che finiscono in discarica. E poi: è anche l’ora di normalizzare i regali usati e il riciclo di quelli che non abbiamo apprezzato!

Fonte: Will

Condividi