di Maria Cattini – L’annuncio dell’inizio delle riprese era arrivato solo giovedì scorso e, oggi, Letizia Marinelli ha già deciso di abbandonare l’improbabile cast del film-verità con risvolti a luci rosse “Una Camera per Due”, diretto dal regista Gianni Volpe, che trae spunto dall’inchiesta che ha coinvolto il Governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi e numerosi esponenti della sua Giunta.

“Ho avvertito la produzione di essere pronta a tutelare la mia immagine con i mezzi legali a disposizione, nel caso in cui il film dovesse avere dei contenuti lesivi per me e la mia famiglia”, ha dichiarato oggi la stessa Marinelli a Il Messaggero.

“Venerdì scorso- spiega la Consigliera delle Pari Opportunità Abruzzo– ho incontrato Gianni Volpe che aveva chiesto di vedermi. Mi ha parlato di questo film-inchiesta nel quale io avrei dovuto avere una parte, uno spazio di tre minuti nel quale avrei avuto la possibilità di raccontare la mia versione dei fatti. Ho detto che non avevo niente in contrario se si fosse trattato di una operazione-verità, ma ho posto una condizione: conoscere il testo della sceneggiatura e il soggetto del film, che avrei visionato assieme al mio avvocato prima di prendere una decisione”.
Secondo la versione della Marinelli, il regista “Volpe è andato via” dicendole che gli aveva fatto “un’ottima impressione e che ne avrebbe parlato con la produzione. Dopo si è fatto vivo con una mail in cui spiegava che non era in grado di garantire ciò che avevo chiesto, e a quel punto la mia partecipazione è saltata”.
Il produttore, foto-giornalista Gianfranco Marrocchi che da giorni diffonde notizie sul film “verità” e su presunti documenti scottanti raccolti dal regista Gianni Volpe, fornisce puntualmente un’altra versione dei fatti sul suo blog specializzato in notizie scandalistiche. “Il regista Gianni Volpe– scriveva Marrocchi solo due giorni fa– ha avuto modo di incontrare la signora Marinelli due volte, in due diverse circostanze, ed ha avuto modo di darle garanzie riguardo alle sua intervista-denuncia che sarà inserita all’interno del film”.
Tutto chiarito? Probabilmente no e, siamo sicuri, nelle redazioni arriveranno ancora smentite e diffide, pur di far circolare ancora la notizia dell’esistenza di documenti scottanti che comprometterebbero la reputazione di Gianni Chiodi.
Il fantomatico regista Gianni Volpe e il produttore, fotogiornalista, editore Gianfranco Marrocchi non sembrano essere nuovi a inondare le redazioni con presunti scoop e le puntuali rettifiche e contro rettifiche, pur di alimentare casi scandalistici studiati a tavolino.

“L’UOMO DI MARZO”, CHI L’HA VISTO?

Emblematico il caso di ‘L’uomo di  marzo’, un altro fantomatico film-verità del duo Volpe e Marrocchi, annunciato alla stampa nel lontano 2007, che avrebbe dovuto ripercorrere la vita di Lucio Battisti con immancabili suggestioni pruriginose.
‘Il film – i due hanno dichiarato  il 2 febbraio del 2007, annunciandone la solenne proiezione in anteprima a Sanremo– narra una storia surreale, dove un giovane Lucio (Mauro Spatocco), figlio dei fiori, incontra Margherita (Divina Giovinazzo), una splendida modella che diventa la sua musa ispiratrice. Un affresco di colori, suoni e ricordi, in cui lo spettatore cogliera’ la magia dei pensieri e delle parole di questo grande poeta del ‘900″.
Anche allora bastò un comunicato accreditato all’ANSA par far passare la notizia su centinaia di siti web e per promuovere mediaticamente gli sconosciuti protagonisti Mauro Spatocco e Divina Giovinizza. L’unica a sospettare che quella notizia fosse una bufala fu Debora Marighetti della redazione di Tvblog.it, che scrisse: “la mia paura (credo condivisa da molti) è che questi progetti falliscano miseramente, finendo per dare delle rappresentazioni totalmente sbagliate del “mito”, ridicolizzandone spesso la figura e riducendola a semplice caricatura.”
Oltre a quel comunicato, nessuno seppe più nulla del film verità ‘L’uomo di  marzo’ e della sua proiezione prevista per il 3 marzo a Sanremo. Non un’immagine, non un trailer, non un commento o una testimonianza che il film esistesse davvero.
Fino a quando, dopo oltre un anno, su Il Centro venne pubblicata una clamorosa smentita dove non solo si negava che i registi del fantomatico film su Battisti fossero Volpe e Marrocchi, ma lo stesso Gainfranco Marrocchi asseriva di non aver nulla a che fare con Gianni Volpe:
«Per un refuso all’interno del comunicato inviato lunedì sulla docu-fiction “L’uomo di marzo”, liberamente ispirato alla vita di Lucio Battisti e interpretato da Mauro Spatocco, sono stati inseriti i nomi dei registi Gianfranco Marrocchi e Gianni Volpe quali ideatori del progetto cinematografico. Pur confermando il loro precedente interessamento a una pellicola di questo genere, che poi non si concretizzò in alcun progetto, i registi Marrocchi e Volpe non hanno firmato né il soggetto né la sceneggiatura dell’Uomo di marzo. La produzione ha specificato che il film è stato comunque già registrato alla Siae di Roma, dove sono depositati il soggetto, le musiche e la sceneggiatura».
“Sull’argomento- si legge sempre su Il Centro in data 05 marzo 2008 – è stata diramata anche la diffida formale firmata da Gianfranco Marrocchi e da Alfiero Battisti.
«Riteniamo opportuno precisare che, né Alfiero Battisti (papà del cantautore Lucio Battisti), né Gianfranco Marrocchi (fotografo e regista), hanno nulla a vedere con Gianni Volpe, indicato nell’articolo quale co-ideatore della docu-fiction “L’uomo di marzo” (presuntamente ispirata alla vita del cantautore Lucio Battisti), né con Mauro Spatocco (in arte Mauro Masè), indicato nello stesso articolo quale protagonista maschile dell’opera cinematografica di cui sopra.
In merito a ciò non avendo Alfiero Battisti autorizzato alcuno a fare uso del nome e dell’immagine del figlio Lucio, e non avendo Gianfranco Marrocchi mai ideato alcunchè insieme a Volpe, risulta evidente che la notizia da voi diffusa è totalmente priva di fondamento e, a tal proposito, vi diffidiamo dal diffonderla nuovamente, in quanto tale operazione giornalistica risulterebbe, una volta di più, oltre che menzognera, lesiva dell’immagine del cantautore Lucio Battisti e della professionalità di Gianfranco Marrocchi».
Evidentemente oggi Marroccchi è tornato a frequentare il regista Gianni Volpe, speriamo che stavolta riescano a fare il film “scandalistico”, come continuano a promettere sui loro blog.
Anche per il docu-film “Una camera per due”, e sui continui comunicati stampa che annunciano minacciosamente le scottanti rivelazioni raccolte da Volpe e Marrocchi, arriveranno presto altre smentite e diffide. Ma tutto fa gioco per chi vuole costruire casi mediatici sul nulla e distruggere la reputazione delle persone.

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