di Maria Cattini – Sull’affaire aeroporto interviene, oggi, anche Gianni Padovani, esponente del Psi aquilano. “Non dimenticando poi la voce di quanti, piu’ semplicemente, non lo vorrebbero affatto- scrive Padovani- “l’Aeroporto dei Parchi di Preturo puo’ svolgere contemporaneamente diverse funzioni”. 
Di questo ne eravamo sicuri, il problema irrisolto è fare chiarezza su quali sarebbero queste “funzioni”. Di “volano” per il turismo? Di “rilancio” del territorio? Di “semplice “opportunità” per promettere l’assunzione di 60 posti di lavoro alla vigilia della prossima campagna elettorale? Oppure ad affari legati soprattutto all’area commerciale?

Nessuno, fino adesso, ha risposto concretamente mostrando un modello di svillupo con numeri e dati chiari, tanto da far nascere,  anche all’interno dello stesso Ministero dei Trasporti, inquietanti- e per noi condivisibili- interrogativi. Tantomeno Padovani supporta la sua visione con dei documenti che non siano la solita “fuffa” di parole al vento. Ma nessuno può criticare i legittimi sogni di un giovane esponente politico, seppur di un vecchio partito come il PSI, al quale tutti siamo rimasti molto affezionati. E, visto che i sogni e le belle parole non costano una “LIRA”- come scriverebbe Cialente- ma solo un po’ di tempo perso, nel merito, vi proponiamo pure quelli dei Padovani.

“Da un lato infatti si pone – dice il consigliere comunale Gianni Padovani – l’idea di sfruttare il sito per finalita’ collegate ad attivita’ in mano alla Protezione Civile, dall’altro un progetto che predilige unicamente il canale commerciale che dall’Aeroporto sembrerebbe poter scaturire. Il punto di vista che personalmente mi permetto di sposare, insieme al gruppo consiliare del Psi (Antonio Nardantonio e Giancarlo Vicini), guarda ad un orizzonte un po’ piu’ ampio, in grado di contenere diverse esigenze e di rispondere a varie problematiche connesse all’Aquila e provincia. Escludere totalmente l’ipotesi legata al potenziale commerciale di una simile infrastruttura sarebbe un errore imperdonabile: simili occasioni vanno colte al volo – parlando di aeroporti, il consigliere usa una metafora a dir poco calzante – e sfruttate diligentemente in funzione esclusiva della crescita, dello sviluppo, dell’ammodernamento e dell’accentramento in chiave nazionale di una citta’ capoluogo di Regione, ahime’, territorialmente e geologicamente costretta entro confini spesso rivelatisi troppo angusti.” In pratica, le montagne ci fanno un po’ ombra. 
Anche Gianni Padovani affida tutto al suo istinto di bravo amministratore: “avendo una comoda via di accesso all’Aquila offerta dall’Aeroporto di Preturo ‘Giuliana Tamburri’- è l’originale intuizione di Padovani- non si tarderebbe a registrare, siamo certi, un’immediata crescita del commercio, del turismo artistico, culturale e religioso”, i pellegrini, d’altronde, sono famosi per spostarsi da Lourde a Medjugorje in aereo- anche in vista degli ambiziosi progetti che orbitano attorno al Capoluogo, candidato a Capitale Europea della Cultura per il 2019.” Bisognerebbe spiegare a Padovani che, al momento, il Capoluogo è solo candidato a candidarsi  a Capitale Europea della Cultura per il 2019. E molti esperti nazionali- escludendo i pareri dei “professori” pro domo sua- ritengono poco probabile, anche se niente è impossibile, che ciò accada.
“Sarebbe una ulteriore modalita’, insieme ai determinanti 15 milioni previsti dal Decreto 08/04/2013 del ministero per la Coesione territoriale (per la ripartizione dei 100 milioni destinati alle attivita’ produttive stabiliti dalla Delibera CIPE n.135 del 2012), per rilanciare il polo turistico del Gran Sasso, oltre ad agevolare e promuovere l’incremento di quanti vengono attratti dall’immenso patrimonio verde dei parchi locali, dalle cime innevate delle nostre montagne, impreziosite da celebri laboratori quali l’LNGS (Laboratorio Nazionale del Gran Sasso) e centrali di studio come il GSSI (Gran Sasso Science Istitute) e l’Universita’, a loro volta in grado di canalizzare l’interesse di studiosi e ricercatori”.

Ma anche la funivia del Gran Sasso, famosa per i suoi puntuali ritardi all’apertura di ogni stagione invernale, potrebbe servire allo scopo. Infatti il Ctgs, la società comunale che lo gestisce, ha i conti in rosso da decenni. Puntualmente ripianati dal Comune con i soldi delle nostre tasse. Può forse Padovani assicurarci che, nel giro di pochi anni, non accada lo stesso con l’aeroporto di Preturo? Casomai riempiendosi la bocca di parole in difesa dei “60” posti di lavoro oggi promessi, per ricoprire i quali il Comune si è già affrettato a pubblicare il bando sul suo sito istituzionale? A proposito, ma l’aeroporto non era privato?

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