Centomila euro solo per interrare i fili elettrici che attraversano il campo di rugby e ulteriori 40mila euro per rimuovere i vecchi non sono bastati ad assicurare la omologazione per la riapertura del Campo di Centi Colella.
“Rischiamo di non omologare il campo di Centi Colella per il Cus L’Aquila Rugby, sia la prima squadra che i più giovani, dopo tutti gli sforzi e dopo aver pagato in anticipo.”
E’ pieno di rabbia e non la nasconde il presidente Cus L’Aquila Rugby, Francesco Bizzarri, per i costi e le lungaggini amministrative necessarie per la messa a punto dell’ennesima struttura sportiva di proprietà del  Comune dell’Aquila.
“C’è molta rabbia, perché si trova davanti dei muri di gomma nonostante si siano fatte delle trafile burocratiche normalissime. Siamo ancora in attesa di 300 mila euro, e l’Università dell’Aquila del rettore uscente Ferdinando Di Orio, da ottobre si insedierà Paola Inverardi, da quando sono presidente, ha tagliato qualunque fondo allo sport. Il Cus, che è la più grande struttura pubblica cittadina, è andata però avanti per la sua strada”.
Ma le denuncia del Presidente Bizzarri a Abruzzoweb va ben oltre le lamentele per le lungaggini burocratiche. Le sue accuse assumono dei risvolti inquietanti quando, ad esempio, comincia ad elencare i costi spropositati sostenuti senza aver alcun risultato. Come ad esempio quelli dei soli lavori di interramento dei cavi: “All’inizio del 2013 insieme al Comune dell’Aquila abbiamo trovato 100 mila euro per interrare i fili elettrici che attraversano il campo di rugby, rimesso a posto – spiega Bizzarri – e pagato in anticipo l’Enel per svolgere i lavori. Il Cus ha speso 40mila euro, ad oggi i fili ancora non vengono tolti. La ditta non dà risposte, rischiamo di dover trovare un ulteriore campo per far giocare la squadra di rugby”.
“Mi auguro che qualcuno in città se ne accorga e ci dia una mano – la speranza di Bizzarri – si parla sempre di sociale, ma adesso servono i fatti”.
A pochi giorni dalla notizia della riapertura del campo di Atletica di Piazza d’Armi Piazza d’Armi a pagamento, un’altra tegola sembra quindi cadere sulla testa dell’Assessore allo Sport con delega speciale all’Aviazione del Comune dell’Aquila, la pediatra Emanuela Iorio.   Anche se il Presidente del CUS, riguardo al futuro pedaggio d’ingresso al Campo di Ateltica- con quello che costa oggi interrare i cavi elettrici- è più che d’accordo con l’Assessore. “Sono in parte d’accordo con la Iorio – afferma Bizzarri – una struttura sportiva deve essere fruibile per chi fa sport, anche chi lo fa da amatoriale può andare su quella pista e paga quello che deve pagare. “ Per Bizzarri, le colpe semmai sono da ravvisare nella totale improvvisazione con la quale il Comune ha finanziato una miriade di strutture sportive, vecchie e nuove, senza chiedersi chi li gestirà e quale sarà realmente il numero di utenti ad usufruirne.
“Piuttosto – polemizza – questa città o chi per essa intercettò 150 mila euro della partita Italia-Olanda di calcio a Pescara spesi per fare un campo da calcetto a Roio. Io abito lì, su quel campo ci va di tutto, dal bambino con la bicicletta a quello col motorino. I problemi in questi casi sono di gestione e di manutenzione.”
Il Sindaco Cialente, su FaceBook, ancora oggi risponde alle “solite critiche” con fatti concreti, e con un concorso di idee: dopo aver disposto di fare una enorme scritta “L’AQUILA” in giallo blu sugli spalti del Campo di Atletica di Piazza d’Armi, la vera ciliegina sulla torta, dice  di essere in cerca di un’idea originale di cosa scrivere sugli spalti del futuro campo di Acquasanta. Noi un’idea ce l’avremmo:  “150 MILIONI DI EURO IN 25 ANNI”, tanto è costato e tanto (ma non è ancora sicuro) c’è voluto per inaugurare finalmente quel monumento allo spreco del denaro pubblico.
Laquilablog.it, 6 settembre 2013
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