di Maria Cattini – Al peggio non c’è mai fine e a L’Aquila se ne sta dando la riprova, purtroppo. Quello che sta succedento in questa fase finale della campagna elettorale è, volenti o nolenti, lo specchio di questa città, purtroppo.
I cittadini che si sono lamentati prima e si lamenteranno poi, a partire da martedì prossimo, sono gli stessi che sceglieranno il governo della città dei prossimi anni. «Scegliamo il meno peggio», questa è la laconica affermazione di chi si giustifica nel dover andare a votare domenica, quasi come fosse una sconfitta.
Una campagna al veleno? No, molto di più. Tutte le campagne elettorali sono al veleno. Ma questa è  qualcos’altro. E’ la mancanza di rispetto per i cittadini, è la mancanza di rispetto per la città, è una presa in giro stratosferica. Vengono meno il rispetto dei principi di legalità, trasparenza e professionalità, tanto decantanti in campagna elettorale e nei programmi elettorali.
Un centro storico distrutto da ricostruire, periferie e new town con mille problemi, un tessuto economico agonizzante, una città in affanno, con l’ansia di perdere la propria anima e la continua ricerca di reinventarsi un domani. Problemi seri, decennali, da affrontare. E i nostri politici che fanno?
L’accordo tra il Pd regionale e Fli siglato prima delle elezioni, la  proposta di Cialente a Toto per la spartizione di posti anche in Spa non controllate dal Comune, le schede con la dicitura prestampata del voto disgiunto tra Giuliante e Cialente, le interrogazioni parlamentari, le carte sul tavolo del Ministero dell’Interno, gli esposti in Procura… una gigantesca presa in giro che gli aquilani non meriterebbero.
Meriterebbero sì,  perchè il condizionale è d’obbligo. Quanti della schiera di candidati che si sono presentati solo per fare i portatori d’acqua o dei cittadini che si dicono “disgustati”,  in realtà aspettano di poter presentare il conto? Dai piaceri da chiedere agli abusi edilizi da farsi condonare, sarebbero troppi gli interessi in gioco da elencare.
Se andiamo a votare turandoci il naso poi non possiamo lamentarci se si sente la puzza.

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Per il ballottaggio il sindaco uscente ha trovato l’apparentamento con l’Idv e con una lista civica collegata mentre De Matteis ha incassato l’appoggio ufficiale, ma non l’apparentamento, con il Pdl.
Al primo turno Cialente aveva ottenuto il 40,71% dei consensi, De Matteis il 29,69%.

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