di Maria Cattini – Uno pseudo professore nel ruolo di “co-fondatore” unico superstite e lo “storico” di famiglia sono i personaggi, non tanto scontati, che il prossimo 28 ottobre, all’interno dell’Auditorium di Renzo Piano, daranno il via al “teatrino” delle celebrazioni dei 50 anni del Tsa. Ossia la storia dell’Istituzione che racconta, più di altre, l’ascesa e il declino della città dell’Aquila.

Azioni e divagazioni da con in per sopra sotto attraverso il Tsa”: non poteva avere titolo più effimero e fumoso il volume di Errico (non scrivete Enrico, verrete accusati di lesa maestà) Centofanti che verrà presentato nel corso delle solenni celebrazioni. Per questa occasione sono stati chiamati a raccolta intorno al capezzale del Tsa- Teatro Stabile dell’Aquila, poi Teatro Stabile Abruzzese, oggi Teatro Stabile d’Abruzzo-, tutti i sopravvissuti della prima e della seconda Repubblica. L’Ufficio stampa del Consiglio regionale, organizzatore dell’evento come in ogni occasione riguardante gli “affari di famiglia” della cultura aquilana, non poteva che coinvolgere un fidato famiglio, un semplice professore del liceo in pensione, per accreditare come “professore” honoris causa e “co-fondatore” del Teatro Stabile dell’Aquila il coriaceo Errico Centofanti. “‘O professore” che, al di là di quello che sarebbe stato il suo ruolo futuro, quel giorno del 28 ottobre 1963, all’atto delle fondazione del Teatro, non fu registrato tra i presenti. Eppure, a parte i fact totum, quel giorno accorsero in tanti nello studio del notaio Domenico Trecco. Per onor del vero, e perché “la storia” non è proprio una divagazione da parolai, i presenti firmatari furono:  Francesco Gaudieri, Luciano Fabiani, Pompeo Spennati e Alessandro Clementi come rappresentanti del Comune; Pasquale Santucci, Alfredo Tozzi, Marcello Cicerone, Fulvio Muzi  come rappresentanti della Provincia; Mario Scataglini,  Aldo Masci, Silvano Fiocco come rappresentanti della Camera di Commercio; Elio Sericchi, Alberico Ciofani, Pasquale Speranza, Luigi De Marinis, Marco Caria, Emilio Tomassi come rappresentanti dell’Ept; ed infine Lorenzo Natali come rappresentante dell’Eatd.

Non sappiamo cosa lo “storico” Cavalieri e il “professor” Centofanti andranno a raccontare. Ma abbiamo qualche idea dei fatti sui quali non ameranno “divagare”. In attesa dell’evento auto celebrante, proprio per l’importanza che il Teatro Stabile ha avuto, dal 1960 ad oggi nella formazione culturale e sociale della città, ci siamo preoccupati di consultare fonti scientificamente più attendibili per riuscire a fornire un quadro più completo di quella storia, lasciando ad altri le celebrazioni e il compito di incensare il passato con le frasi di rito. Vorremmo raccontarvi quella  “storia dimenticata”, o che qualcuno vorrebbe dimenticare, che ci impegniamo a pubblicare a puntate da oggi fino al 28 ottobre.Essendo passati quasi tutti a miglior vita i veri fondatori, il prossimo lunedì, Errico Centofanti, malgrado i suoi 74 anni, avrà gioco facile a “divagare” sui fatti storici e a “citarsi addosso”. E a raccontare al suo pubblico di reduci “dell’età dell’oro della cultura aquilana e del fiore all’occhiello della città”. Ma, in fondo, stiamo pur sempre parlando di teatro e di teatranti.

Da dove nasce il mito che vorrebbe solo “tre co-fondatori”, Giampaola, Fabiani e Centofanti appunto, del Tsa?

(continua)

Condividi