di Maria Cattini – Ha passato notti insonni e tormentate l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune dell’Aquila, nonché dirigente dell’Amministrazione risorse umane della Regione Abruzzo, Alfredo Moroni. Da circa un mese, l’amministratore aquilano “multitasking” non riusciva proprio a capacitarsi delle proteste dei suoi concittadini per la sua ultima straordinaria opera: i cessi pubblici della Madonna Fore. Credeva di aver risolto un’impellente necessità nata dopo il sisma ed invece molti cittadini sembravano non gradire il suo zelo. “Ma dove andranno a farla, questi qui?”, continuava a chiedersi.

Finché qualcuno dello staff deve avergli suggerito che con i computer, oggi, si fanno dei veri miracoli. Ce ne è voluto del tempo, però, a convincere il recalcitrante Assessore, che pensava si trattasse delle solite noiose chiacchiere dell’utilizzo di internet per offrire servizi, economici e veloci, a cittadini esausti da tutte le procedure burocratiche. Le stesse che l’amministrazione comunale si ostina a gestire con le stesse modalità e mezzi che si sarebbero utilizzati trenta anni fa.

“Niente di tutto questo!”, lo hanno assicurato. “Parliamo del rendering del progetto finale dei cessi alla Madonna Fore”. Ossia di affidarsi alla realtà virtuale per generare le immagini- virtuali, appunto- di come saranno i bagni a conclusione lavori. Una semplice operazione che architetti e ingegneri solitamente presentano ai committenti prima dell’inizio dei lavori, non dopo una rivolta popolare che ha portato alla raccolta di oltre mille firme per bloccarne l’esecuzione.

In pratica, un effetto speciale per azzittire tutti quei cittadini petulanti che si sono lamentati della mancanza del parere sull’opera del provveditorato ai Beni Artistici e Ambientali; quelli che hanno denunciato la mancanza di esposizione di regolare e obbligatorio cartello di cantiere contenente costi e data di completamento dei lavori; oppure coloro hanno fatto notare che, appena nel 2005, erano stati spesi altri 830 mila euro per lavori di ristrutturazione dello stesso sito. In tutto 1 milione e seicentomila euro, in meno di dieci anni, per soddisfare, tra l’altro, le esigenze fisiologiche di tutti gli aquilani. Anche di quelli che “sanno solo criticare”.

Tutto risolto allora? Non proprio. Infatti, da un esame attento delle “immagini virtuali” fornite solo ora dall’Assessore, si capisce il perché non siano state diffuse immediatamente azzittendo le polemiche sul nascere. E si capisce anche perché si tratta solo di “una pezza digitale”, opera più dei maestri del foto ritocco di Photoshop che di ingegneri o architetti che operano su AutoCad, il programma che simula la realtà.

I rendering realizzati con quest’ultimo software, se utilizzato correttamente, infatti, si generano sui disegni tecnici, con misure ben precise, in modo che si possa avere l’immagine più conforme al progetto finale. Invece, se si paragonano le immagini scattate dai cittadini al cantiere in opera, si capisce subito, che il tecnico al quale si è affidato Moroni non ha rispettato perfettamente i disegni e ha dato una ritoccatina al progetto, facendolo apparire meno impattante di quello che sarà il risultato finale. L’incongruenza più evidente è la disposizione delle porte, che nelle foto reali sono due e posizionate sul fronte della nuova struttura sanitaria. Nelle immagini generate col computer, invece, appare solo una porta laterale. Avranno pensato di creare un unico accesso più discreto? Possibile. Ma allora l’operatore che ha generato le immagini, ha evidentemente barato sugli ingombri e gli spazi dell’opera completa, facendo apparire più discreta e meno impattante la struttura. Non solo più corta dello spazio di superficie realmente occupato. Ma un evidente e maldestro ritocchino è stato fatto anche al tetto. Nelle foto dei cittadini, il tetto risulta evidentemente a doppio scolo. Nelle immagini di cui va oggi orgoglioso Moroni, il tetto appare più basso e spiovente solo da un lato. Per imboscare meglio “i cessi”, è stato aggiunto anche l’ultimo, frivolo tocco di piante di arredamento, di quelle realistiche fornite con i sofwarevche tanto piacciono alle donne di casa. Et voilà! In un attimo sono arrivati su FaceBook il plauso e l’ammirazione degli amici dell’Assessore e Dirigente regionale Alfredo Moroni, che da oggi può pensare con più serenità alla prossima campagna elettorale per le regionali. La Regione ha proprio bisogno di esperti nel ritoccare un realtà che, altrimenti, rischierebbe di sembrare molto più triste.

Complimenti virtuali, quindi, per una pezza virtuale: la perfetta conclusione per una storia del XXI secolo.

COMMENTI SU FACEBOOK:

Annalucia Bonanni:

Il problema non è “abbellire” i cessi. Il problema è che questa costruzione contravviene a una legge regionale che VIETA DI COSTRUIRE su fossi, canali o fiumi, e qui siamo su un fosso.
In secondo luogo, quest’opera avrebbe bisogno di varie autorizzazioni:
quella della sovrintendenza;
quella dei Beni Ambientali della Regione;
quella dell’Ufficiale sanitario della Asl, visto che c’è una fossa biologica;
quella della Forestale.
Infine, ci vuole l’autorizzazione del Genio Civile al progetto.
DOV’E’ QUESTO PROGETTO?
DOVE SONO QUESTE AUTORIZZAZIONI?
IL COMUNE INVECE DI PUBBLICA FOTO RITOCCATE DOVREBBE PUBBLICARE QUESTI ATTI
Se questo non è un ABUSO, bisogna dimostrarlo non a chiacchiere e nemmeno col fotoshop, ma con gli ATTI AMMINISTRATIVI. E’ così che si comporta un’amministrazione seria, competente e trasparente, come evidentemente la nostra amministrazione non è.
Ma la cosa non finisce qui.

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