di Maria Cattini – Doveva essere uno spazio per tutti i cittadini che frequentavano Piazza d’Armi per praticare sport all’aperto, ma soprattutto per i giovani senza impianti né luoghi di socializzazione e, invece, sembra proprio giunto il tempo di dire “Bye-Bye” a quello spazio verde, gratuito e accessibile a tutti.

Dal prossimo autunno, infatti, grazie all’ultimo investimento del Comune, alla nuova, super fantasmagorica Pista di Atletica potranno accedere solo tesserati, o al massimo, appassionati di atletica. Le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’assessore allo sport, Emanuela Iorio, sembrano confermare che nessun ingresso libero sarà più consentito ai semplici cittadini. Non solo sulla pista, ma nell’intero spazio.  “Questo luogo ha ricevuto lavori importanti, ed è molto costoso, andrà quindi preservato”- ha dichiarato l’Assessore Iorio cercando di giustificare l’incomprensibile scelta del Comune- “Piazza d’Armi l’abbiamo frequentata tutti, e spesso molti lo hanno fatto senza riguardo. Al di là del sisma, l’area era in assoluto degrado.”

L’Assessore sembra ricordare bene il degrado in cui versava la struttura ma, evidentemente, non ricorda il principale problema di quell’impianto: le insostenibili spese di gestione a causa dell’esiguo numero di sportivi aquilani dediti all’atletica a livello agonistico. Quei costi, già precedentemente insostenibili per tutti i coraggiosi gestori che si sono succeduti nel corso degli anni, per il futuro saranno destinati a schizzare alle stelle. Mantenere e riscaldare le nuove strutture, compresa la nuova pista ad 8 corsie realizzate con il preziosissimo manto “Mondotrack sx”- lo stesso utilizzato per le Olimpiadi di Londra e di Pechino- non sarà semplice come “una passeggiata di salute”.
“Ad oggi i costi stimati di gestione,- ammette impavida l’Assessore Iorio- solo per il riscaldamento delle strutture al chiuso, è di 60.000 euro l’anno, cui vanno aggiunti i costi di ordinaria manutenzione. Si tratta di costi importanti, per questo chi la gestirà dovrà produrre entrate adeguate”. Per ricoprire le spese già preventivate per il solo riscaldamento, al Campo dovranno abbonarsi non meno di 200 cittadini disposti a pagare circa 300 euro l’anno-  più o meno il costo di una stagionale per gli impianti di sci- per continuare a correre in uno spazio che prima era gratuito.
Dopo aver investito con “peloso” entusiasmo tutti questi soldi per un campo di atletica, in una città di montagna con il clima piuttosto ostile a quel tipo di attività, solo adesso in Comune cominciano a porsi la domanda: “… e adesso, di tutta sta roba che ci facciamo?”.

E’ ancora ignoto, infatti il nome dell’eventuale gestore dell’impianto, se mai ce ne sarà uno disposto a farsi carico di tutte quelle spese. Come era già successo per il centro per gli Universitari donato dal Canada, o per l’Auditorium di Renzo Piano donato dal Trentino, o per quello regalato dal Giappone. Per non parlare di quella vergogna che da trent’anni è il campo di Acqua Santa, un monumento vivente allo sperpero di tempo e denaro dei politici aquilani.

Sembra l’arte dei pazzi ma in realtà è il classico esempio di come la classe politica cittadina, senza avere il coraggio di realizzare prima una vera e chiara progettazione, sta amministrando “la ricostruzione”. Con gli imbarazzanti e, a volte, umilianti risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

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