Lo scalo di L’Aquila-Preturo inaugurato il 26 maggio serve solo a far viaggiare il suo amministratore.

Qualcuno ricorderà che all’aeroporto di Albenga, a 30 chilometri da Imperia, il collegamento con Fiumicino funzionò a singhiozzo tra il 2002 e il 2010: quando Claudio Scajola – che è di Imperia – era ministro, il volo era quotidiano e quando lasciava il governo veniva soppresso.

«Complici» furono Alitalia e l’Air One di Carlo Toto, e quest’ultima godeva di contributi governativi.
Il caso dell’aeroporto de L’Aquila-Preturo, segnalato ieri dall’edizione abruzzese del quotidiano Il Tempo, è un altro episodio di aeroporto fantasma. Ex aeroclub, l’esordio al traffico commerciale è stato catastrofico: il collegamento quotidiano con Malpensa ha totalizzato 7 passeggeri in tre settimane (si, avete letto bene: l’inaugurazione è stata il 26 maggio), e ciò significa che quasi tutti i voli sono partiti vuoti. Ieri la compagnia regionale francese Twinjet ha gettato la spugna e ha interrotto il servizio che effettuava con un aeroplanino a elica da 18 posti, un Beechcraft. L’aeroporto precipita, dunque, di nuovo nell’oblio, privo di attività, in attesa di qualche jet privato di buon cuore. La società di gestione, la Xpress, attiva in numerosi aeroporti italiani nel settore dell’handling cargo, promette nuove rotte per Sardegna e Sicilia. Ma per ora l’aeroporto è popolato da fantasmi: vigili del fuoco, polizia di dogana, e un bar che a questo punto è solo per loro. Costi pubblici che continuano a correre per nessuna utilità. Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, in qualche occasione aveva affermato che l’aeroporto non è sostenibile; ora che il governo si appresta a varare la nuova classificazione degli scali italiani dovrebbe essere segnata la fine per questi esempi di malcostume.
Lo spreco non riguarda soltanto i servizi essenziali che devono essere mantenuti, perché il Comune de L’Aquila, al quale appartengono terreni e struttura, nell’ultima dozzina d’anni ha investito nello scalo di Preturo (che dista 15 chilometri dal capoluogo) circa 4 milioni. Lo stesso Comune è il maggior finanziatore della Xpress perché in base al bando di gara di due anni fa si è impegnato a versare 196mila euro all’anno per tre anni, come contributo allo sviluppo. Il sindaco Pd de L’Aquila, Massimo Cialente, è stato un appassionato sponsor dell’aeroporto e del volo per Malpensa, convinto che ci fosse una clientela business che si è rivelata illusoria. Tra quei sette passeggeri in tre settimane è incluso, va detto, l’amministratore delegato e azionista della Xpress, Giuseppe Musarella, che ha volato due volte; quindi i passeggeri paganti sono stati cinque.
L’insuccesso sanziona anche la leggerezza delle previsioni: si è fatto affidamento su un bacino potenziale di 100mila persone, ma il mercato non ha risposto anche per la scomodità degli orari (partenza per Milano a mezzogiorno e rientro il giorno dopo) e il costo elevato dei biglietti.

di , Il Giornale

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