di Maria Cattini – Oggi, su tutti i giornali locali, l’Assessore alle opere pubbliche del Comune dell’Aquila, Alfredo Moroni, annuncia solennemente alla città “l’imminente avvio dei lavori” di una nuova “aula polivalente” da realizzare a Collemaggio grazie alla donazione di 223 mila euro fatta dall’Assist, l’associazione di assicurazioni del gruppo Telecom. Il progetto è stato completato, la gara d’appalto è stata espletata, ora resta da capire a cosa e a chi servirà questa nuova struttura da realizzare nell’area del Parco del Sole di Collemaggio dove prima si trovava la serra. L’Assessore Moroni si limita a sciorinare le solite, vaghe parole di rito: “la struttura è molto importante per la riqualificazione e la valorizzazione di luoghi di incontro e di aggregazione.” L’Assessore non dimentica anche di citare la “funzione della prossimità strategica con uno dei monumenti simbolo della città, quale la basilica di Santa Maria di Collemaggio”. All’elenco di luoghi comuni per “l’aula polivalente” di prossima costruzione, mancava solo di descriverla come “uno straordinario volano per il truismo e l’economia del territorio”. Tanto gli aquilani hanno dato prova da tempo di sopportare passivamente i mirabolanti annunci dell’Amministrazione comunale.

E quindi a cosa servirà esattamente questa nuova struttura? Al momento nessuno lo sa. Sembra che, ancora una volta, per il Comune era fondamentale spendere i soldi e far lavorare un’impresa aquilana, senza alcun’altra particolare ambizione.

Non sono bastate le esperienze del centro universitario di Coppito, consegnato “chiavi in mano” dal Canada e reso operativo solo due anni dopo tra rimpalli sulla gestione e polemiche intercontinentali. O quelle di decine di campetti da calcio costruiti subito dopo il terremoto e oggi semi abbandonati. Quella del nuovissimo e bellissimo campo di Piazza D’Armi ad accesso limitato dove, come era largamente prevedibile, non si si sa ancora chi si farà carico dei costi di gestione, mentre cominciano ad emergere gli errori di progettazione come la mancanza della pista di riscaldamento degli atleti. E l’esperienza ancora più recente del fantomatico Aeroporto dei Parchi di Preturo per il quale, oltre ai 3 milioni di euro di fondi pubblici già erogati, davanti al primo insuccesso di passeggeri, si è arrivati a ipotizzare l’acquisto dei biglietti da parte della Regione Abruzzo per offrire i voli a “prezzi sociali”, visto l’insuccesso delle vendite. O la disastrosa esperienza del “centro polivalente di Paganica”, che oltre ad essere esteticamente sgradevole, è rimasto chiuso per decenni.

Decine di esempi di soldi spesi senza mai riuscire a realizzare un progetto ambizioso, ma realistico, per l’arricchimento dell’intera città. Alla fine, sembra quasi che l’unica struttura costruita dopo il terremoto fuori da queste logiche ottuse sia stata la realizzazione dell’Auditorium di Renzo Piano, celebrato sulla stampa nazionale e internazionale e diventato in breve tempo l’unico centro polivalente richiesto in città. Si trattasse di matrimoni o visite di capi di Stato.

Con questi presupposti, la nuova “aula polivalente” rischia di rimanere deserta e inutilizzata esattamente come lo erano le strutture che andrà a sostituire. E altri 200 mila euro per la Ricostruzione saranno andati via senza un vero perché.

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