Lo incontriamo per caso, Pierpaolo Pietrucci, oramai ex capo di gabinetto del Sindaco. Sta facendo gli “arretrati” di vecchie ferie per ritrovare l’orizzonte, soprattutto quello sulle prossime regionali.
Continua perfino a benedire la continuità Cialente-Moroni con il suo classico garbo, ma noi non gli crediamo.
La sua vicenda da epurato, tiene ancora banco ed il PD ci tiene a precisare di non essere intervenuto sulle attività private del Sindaco, ma intanto ha deciso di sostituirlo con Mauro Marchetti.
Già uscito allo scoperto, Pietrucci, ha rivendicato “primarie vere” per le prossime elezioni, con il tentativo di farsi largo da solo, senza chiedere ordine a nessun sultano.
Il Pd, d’altronde, ha un lungo repertorio di giovani leve, rimaste al palo, anzi scaricate proprio. Per questo non sorprende troppo lo sfogo di Pietrucci, quando dice che “la mafia si riconosce prima di tutto dai comportamenti, a cominciare dall’annientamento di chi diventa scomodo, che a farlo fuori sia una pallottola di lupara o la macchina del fango”…non fa la differenza.
Il concetto, nonostante il falso perbenismo dei pesci grossi, è fin troppo chiaro anche a chi pensa che la colpa sia stata del “fogliaccio”.
Pietrucci oggi è l’anti-cialente, pronto ad intercettare quelli che vorrebbero scaricare il sindaco o lo stanno per fare, anche con le primarie aperte. “In sei anni con Cialente – ci dice – ne ho viste di tutti i colori, ma questa mi ha segnato, ultimamente era diventato irriconoscibile”.
Pietrucci e le sue “frequentazioni inopportune” detto da un Sindaco che mette in atto la solita tiritera di ribaltare le accuse cercando di neutralizzare le tesi dell’avversario, oramai è argomento vecchio.
Più che tagliarla l’onda del lago di Campotosto, Pietrucci, con la sua tavola da surf, la può solo cavalcare perché è tutta a suo favore.

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