di Maria Cattini – Ecco l’ennesimo ‘caso’ alla Provincia dell’Aquila. Dopo l’arresto di Valter Specchio, direttore generale, e l’inchiesta sugli spazzaneve che ha coinvolto Francesco Fucetola, dirigente del settore viabilità e trasporti e Giuseppe Fiaschetti, geometra dello stesso settore dell’Ente, una nuova vicenda coinvolge proprio la viabilità, con le doppie fatturazioni riferite agli automezzi provinciali.

Il fatto scoppia, quasi per caso, quando un tecnico del settore viabilità della Provincia invia una comunicazione ai suoi superiori facendo presente che in data «22 dicembre 2011, mentre si svolgeva il servizio sgombro neve lungo la SR479 ‘Sannite’ i dipendenti alla guida dell’automezzo, hanno scampato un disastroso pericolo di morte, evitando di finire sotto la diga di San Domenico, in un dirupo di circa 200 ml di altezza». Nella comunicazione si faceva anche presente che, una svolta scampato il pericolo, l’automezzo era stato riportato con urgenza all’autorimessa di appartenenza per essere sottoposto ad un controllo che aveva evidenziato il mancato innesto della trazione anteriore. Sull’autofficina chiamata in causa venivano anche segnalate, nella nota, alcune ‘anomalie’ rispetto alla tipologia di lavorazioni effettuate sugli automezzi.

Da quella denuncia interna partono una serie di controlli contabili sulla manutenzione degli automezzi che portano alla rilevazione di incongruenze denunciate all’autorità giudiziaria.

Doppi interventi, perfettamente identici, agli impianti frenanti a distanza di due mesi l’uno dall’altro; uno stesso automezzo che viene sottoposto a revisione per ben tre volte in tre mesi; quattro interventi di una certa entità (16mila euro) nell’arco di un anno e mezzo; l’emessione di due fatture per lavori praticamente uguali, eseguiti nello stesso periodo (stessa data di emissione); nel giro di due mesi vengono emesse anche due fatture di una certa consistenza che mal si conciliano con il ‘piano neve’, allora in pieno svolgimento (lavori di carrozzeria).

Questi sono solo alcuni dei rilievi constatati e riguardano solo una delle tante autofficine di cui si serve la Provincia.

In attesa che la magistratura faccia il suo corso  crescono però le ‘ombre’ sulla gestione dell’ente.

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