“La definizione migliore e più appropriata è rifugio antisismico”, così l’ex vice Sindaco dell’Aquila, e oggi candidato alla Regione del centro sinistra, Giampaolo Arduini, sembra suggerire l’escamotage per “sanare” le migliaia di casette di legno sorte ovunque in città.

Inizialmente dovevano essere solo strutture di legno provvisorie costruite nell’immediato post sisma, anche in terreni a rischio alluvione. Ma oggi, dopo che per la maggior parte di loro i termini per abbatterle sono scaduti da un pezzo, nessuno degli oltre mille proprietari vuole saperne di buttarle giù. Anche perché in molti, pur conoscendo i termini provvisori per la concessione, hanno investito decine di migliaia di euro in quelle “casette”, vere e proprie dependance dell’abitazione principale, in alcuni casi già subaffittate o occupate da altri componenti della famiglia. Per alcuni si tratta dei soliti ‘furbetti’ che hanno saputo speculare bene sul terremoto. Per altri, come i politici, si tratta solo di migliaia di voti utili da intercettare per vincere le elezioni.

Ecco quindi arrivare il puntuale suggerimento di un politico navigato: cambiare la denominazione da “casette di legno” a rifugi antisismici, per cercare di gabbare i limiti di legge. “Partendo da questo assunto occorrerà che l’amministrazione comunale valuti attentamente i passi che intende compiere” – avverte il candidato Arduini, dalle pagine de Il Centro – forte sostenitore aquilano di Luciano D’Alfonso, con il quale condivide una lontana gioventù politica nella Dc.

Di contro interviene Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale dell’Aquila ed esponente del Pdl che da tempo si batte per una sanatoria non onerosa degli edifici provvisori realizzati a seguito del sisma del 2009, secondo quanto previsto e concesso dalla delibera comunale 58 del 2009, che controbatte piccato alla mera propaganda elettorale: “basta speculazioni sulla delicata questione delle casette fai da te. Dover fare i conti con la presa in giro da parte di chi, a parole, si schiera dalla loro parte (con le elezioni alle porte), dopo averli sempre ignorati, li riempie di sdegno. Uno sdegno che, peraltro, è generale. È ora di farla finita”.

Per Arduini, a quanto pare, il problema degli abusivismi edilizi e del rispetto delle norme è solo un fatto semantico. “Non si può liquidare l’argomento- spiega il candidato- definendo con il termine riduttivo casette quelle strutture in legno realizzate da moltissimi residenti nel cratere con ingenti spese, che sono state e restano degli autentici rifugi antisismici.” Verrebbe quindi da dedurre che, a L’Aquila, costruire le abitazioni vere e proprie con criteri antisismici non sembra ancora una soluzione abbastanza intelligente. Per non parlare della contrapposizione politica con le affermazioni del Sindaco (di centro sinistra) e del vice Sindaco Trifuoggi che, invece, hanno più volte annunciato la lotta all’abusivismo edilizio e, in primis, partendo proprio delle casette di legno.

Per Arduni “non occorre la scure o il bulldozer, ma l’impegno a utilizzare tutti gli strumenti giuridici che la straordinarietà dell’accadimento necessita”. Peccato che lo strumento giuridico utilizzabile non sia in capo al Comune e l’unica sanatoria potrebbe essere statale.

E comunque, nell’Italia del dove tutto è possibile, tanti ancora sono gli aquilani che, pur nella “straordinaria necessità”, si illudono che esistano regole e leggi da rispettate e non solo da “interpretare” in favore degli amici.

L’Aquilablog.it, 6 maggio 2014

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