di Maria Cattini – “Si smentisce che siano stati presi accordi o assunti impegni per il futuro da parte del Presidente Prodi”. E’ lo stesso ufficio stampa dell’ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi, a smentire a stretto giro di posta le dichiarazioni del candidato governatore della Regione Abruzzo per il centro sinistra, Luciano D’Alfonso. E pensare che Big Luciano era andato fino a Bologna per strappare l’annuncio che Prodi lo avrebbe sostenuto e si sarebbe impegnato per la sua campagna elettorale. Come ormai siamo abituati da tempo con la politica degli annunci, nessuno poteva prevedere che Prodi ci tenesse a prendere così nettamente e velocemente le distanze.

“L’incontro ha avuto carattere strettamente privato”, precisa il comunicato del suo ufficio stampa. Per D’Alfonso non rimane che prendere atto che i suoi poteri taumaturgici funzionano ancora solo con gli abruzzesi. Fuori regione, invece, la sua immagine di politico non è così lusinghiera e nessuno ci tiene particolarmente al suo abbraccio.

La Stampa di Torino, ad esempio, lo ha descritto un politico “un po’ Scajola (assolto anche lui, per la casa al Colosseo pagata a sua insaputa e si può immaginare per spirito di amicizia), un po’ Nicola Cosentino (per la capacità di relazioni col territorio).”

E mentre “La Repubblica” ha scritto che la candidatura di D’Alfonso rappresenta “la nuova grana di Renzi”, il Fatto quotidiano è stato molto più esplicito: “è lui l’uomo del centrosinistra, il cavallo vincente del Pd che, oltre questa vittoria schiacciante, può vantare un altro record: l’utilizzo più basso di bancomat nel quinquennio 2003/2008. Spendeva poco, depositava molto, e con lui tutta la famiglia, inclusa moglie, genitori e fratello Alcide: uno stile di vita che per la procura è “compatibile soltanto con l’esistenza di entrate extra-contabili”.”

Con questo pedigree, non c’è da meravigliarsi che Prodi ci abbia tenuto a chiarire subito l’equivoco.

Condividi