In attesa della manifestazione di sabato prossimo prevista a Piazza Palazzo,  è partita ieri la raccolta firme on line per chiedere le dimissioni del Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Le persone finite sotto inchiesta o agli arresti domiciliari ricoprivano ruoli chiave che non potevano essere ottenuti senza l’avallo politico del sindaco della città”, si legge nell’appello.

“Per questo Massimo Cialente non può sentirsi “tradito”, deve sentirsi “responsabile” politicamente degli errori commessi e dimettersi. Ha scelto le persone sbagliate per posti di massima importanza. La ricostruzione della città può avvenire nel migliore dei modi solo se accompagnata da un cambiamento culturale. E’ necessario che la politica si assuma le proprie responsabilità e ammetta i propri errori evitando personalismi che indignano la cittadinanza e feriscono al cuore il futuro della città.”

Al di là ci del successo dell’iniziativa, la raccolta firme è sicuramente un segnale importante lanciato da chi vuole prendere nettamente le distanze dal sistema “melmoso” di affari e politica nel quale sembra essere sprofondata la città. Un’iniziativa che può partire solo da persone che non hanno chiesto né ricevuto favori da chi è stato chiamato, a vario titolo, a gestire la ricostruzione. Un’iniziativa che vuole raccogliere le testimonianze di chi non si è svenduto per un piatto di lenticchie pensando solo al proprio piccolo tornaconto. Un elenco di nomi di chi crede che la vera ricchezza possa venire solo attraverso la salvaguardia degli interessi comuni e da una ricostruzione sicura, trasparente e migliore della nostra città.

Una città piccola come L’Aquila, dove esternare pubblicamente il proprio dissenso, mettendo nome e cognome, spesso viene interpretato come un odioso attacco personale. Così non è. Così come nessuno vuole speculare sulle vicende giudiziarie delle persone, soprattutto nella fase preliminare dei processi. Ma a cinque anni dal terremoto, dopo 12 miliardi di investimenti di denaro pubblico per la ricostruzione, basta fare un giro nella deprimente realtà in cui sopravvive la città per capire  molte più cose che da un’inchiesta giudiziaria o dai nostri articoli. Una realtà ormai indifendibile agli occhi della nazione e del mondo e della quale il Sindaco, dopo aver chiesto con forza l’allontanamento della Protezione Civile e della Regione dalla gestione della ricostruzione, non può ora esimersi da prendersi tutte le responsabilità.

Solo chi ha deciso di chiudere occhi e cervello, per convenienza o per limiti personali, non riesce a capirlo.

Chi vuole firmare la petizione può farlo da questo link:

http://www.change.org/it/petizioni/i-cittadini-della-città-dell-aquila-per-chiedere-le-dimissioni-del-sindaco-massimo-cialente-a-seguito-dei-gravissimi-fatti-intercorsi-a-l-aquila-in-questi-giorni?share_id=TPyYzVriVa&utm_campaign=friend_inviter_chat&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition&utm_term=permissions_dialog_true

di Maria Cattini, L’Aquilablog.it, 10 gennaio 2014

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