Voli “fantasma”? Pur di non perdere gli slot, ovvero i permessi di decollo e atterraggio negli aeroporti a loro riservati nei grandi aeroporti e rispettare le norme del settore, le compagnie fanno volare aerei senza passeggeri, con le prevedibili conseguenze sul clima.

E’ noto che il trasporto aereo è una fonte importante di inquinamento atmosferico ed acustico e che contribuisce in modo rilevante ai cambiamenti climatici.

Il trasporto aereo infatti utilizza combustibili fossili, cherosene e benzina avio. Le emissioni dei motori producono polveri e gas nocivi per il clima, l’ambiente e la salute delle persone.

Nel dicembre 2021, all’aeroporto di Francoforte sono decollati o atterrati 27.591 aerei, 890 ogni giorno. Quest’inverno, però, molti di questi aerei non trasportavano nemmeno un passeggero. Lufthansa, la compagnia di bandiera tedesca, che ha sede a Francoforte, ha ammesso di aver fatto volare 21mila aerei vuoti, utilizzando i propri velivoli e quelli della sua filiale belga, Brussels Airlines, nel tentativo di mantenere i propri slot aeroportuali.

Quei voli fantasma vengono effettuati perché le compagnie aeree sono tenute a effettuare un certo numero dei voli pianificati per poter mantenere i propri slot negli aeroporti ad alto traffico.

Nel 2020 il traffico aereo mondiale è diminuito del sessanta per cento rispetto ai livelli del 2019, secondo l’International Civil Aviation Organization (Icao). Nel 2021, il numero di passeggeri è stato del quarantanove per cento inferiore rispetto all’era prepandemica, e anche quest’anno, con il mondo che inizia a riaprire, la domanda dovrebbe essere tra il ventotto e il trentatré per cento inferiore rispetto al 2019. Stando alle stime dell’Icao, il settore perderà circa duecento miliardi di dollari dal momento che nel 2022 ci saranno circa 1,3 miliardi di passeggeri in meno rispetto al 2019.

Un problema di difficile risoluzione

Le compagnie aeree low-cost come Ryanair e EasyJet spesso hanno l’esigenza – e il desiderio – di occupare gli slot attualmente inutilizzati. Gli operatori che detengono attualmente gli spazi non sempre hanno una domanda sufficiente per riempire i loro slot ai livelli precedenti alla pandemia, ma sono consapevoli che ad un certo punto il settore probabilmente si riprenderà. Per mantenere la loro posizione sul mercato, quindi, stanno riempendo i cieli di aerei vuoti o quasi. È un rischio calcolato: le perdite nel breve periodo saranno ripagate dai guadagni a lungo termine.

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