Su Airbnb, in due giorni, state prenotate più di 61.000 notti in Ucraina da persone da tutto il mondo.

Nessuno andrà a Kiev e in tutta l’Ucraina ma è un modo per dare sostegno, economico e morale, alla popolazione in guerra. E’ un modo per offrire il proprio aiuto economico e scambiare messaggi di sostegno attraverso la piattaforma. A sua volta, Airbnb ha temporaneamente rinunciato al pagamento delle commissioni da parte di ospiti e host al momento della prenotazione in Ucraina. Secondo il CEO di Airbnb Brian Chesky, dal 2 al 3 marzo sono state prenotate circa 61.000 notti in Ucraina.
Nel frattempo, la piattaforma ha lanciato la sua campagna per l’accoglienza dei profughi con una raccolta fondi attraverso la sua Fondazione, Airbnb.org, per poter offrire 100.000 alloggi gratuiti alle persone in fuga dalla guerra, ospitandoli nelle case associate alla piattaforma in Polonia, Ungheria, Romania e in altri Paesi (anche in Italia). Possono offrire gli alloggi gratuiti gli stessi host delle case, oppure, anche se non si è già host di Airbnb, si può aprire la propria casa solo per i casi di emergenze e per ospitare profughi che fuggono dalla guerra e da altre catastrofi. Airbnb si appoggia per dare accoglienza ai profughi a Ong certificate, e ha un sistema di controllo e prevenzione per risolvere ogni eventuale problema.
Possiamo partecipare tutti.
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