Chissà cosa avranno pensato gli aquilani che tutti i giorni vanno a passeggiare alla Madonna Fore, nel costeggiare via San Giuliano, alla vista della costruzione di 500 metri quadrati, in via di ultimazione, sorta dal nulla su un terreno agricolo con tanto di merli e stemmi nobiliari?

Sul cartello di cantiere: “Costruzione di manufatti in legno […] proprietario ArtigianService – Associazione Cardinale Antonio Innocenti […] importo lavori 130 mila euro, inizio lavori 16/7/2010, fine lavori 30/11/2011”.

Stiamo parlando della ricollocazione di una attività produttiva ai sensi della delibera 57 del 25 maggio 2009 approvata con il provvedimento del Suap (prot. 78 del 15/10/2010) e nella fattispecie è l’Associazione Cardinale Antonio Innocenti onlus, nella persona del legale rappresentante Luigi Lombardo ad aver presentato il 28 giugno 2009 «istanza di ricollocazione temporanea di attività a seguito dell’evento sismico del 6.04.2009 […] nel manufatto temporaneo da realizzare su terreno in disponibilità sito in Zona censuaria L’Aquila, foglio n. 53 particella 187». L’Associazione aveva sede, poco prima del sisma, in via Indipendenza, 13 a palazzo Ciccozzi, dove occupava pochi metri quadrati, insieme a Artigianservice srl, Libera Cooperativa di garanzia dell’Aquila, Laboratorio Ceramiche San Bernardino srl, Consorzio Finart, Confartigianato L’Aquila e al Consolato generale di Malta presso la repubblica di San Marino.

Ma cosa saranno mai i quasi 500 mq ricollocati temporaneamente (36 mesi salvo ulteriori proroghe) in via San Giuliano 52?

In realtà si tratta della realizzazione ex-novo di un “Older Garden” (day hospital) diurno per 30 pazienti subacuti affetti dal morbo di Alzheimer e patologie della senescenza, collegati alla erigenda Rsa (residenza sanitaria assistita) da 32 posti di Carapelle Calvisio. Quest’ultima struttura sanitaria, in realtà, è naufragata, «per problemi burocratici e di autorizzazioni», a detta del sindaco di Carapelle, Domenico Di Cesare, e il progetto è stato ritirato.

Il day hospital in via San Giuliano è andato avanti e la posa della prima pietra è avvenuta proprio un anno fa, in data 14 settembre, alla presenza di Monsignor Piccoli [FOTO] e del presidente onorario fondatore dell’associazione, Luigi Lombardo. Lombardo è anche presidente di Confartigianato L’Aquila, presidente dell’Albo gestori Ambientali della Camera di Commercio ed è stato Console generale di Malta dal 1989 fino alla revoca della carica comunicata al dipartimento degli affari esteri in data 19 maggio 2011. L’ Associazione Cardinale Antonio Innocenti onlus è stata costituita nel maggio del 2008 per volere del Cardinale Innocenti che, prima della sua morte, il 6 settembre 2008, «incoraggiò e benedisse la nascita della scrivente Onlus, in favore della quale dispose qualche mezzo per la sua sussistenza», settantacinquemila euro, come risulta dal testamento pubblico del 23 maggio 2008.

La cosa curiosa, nel mare magnum delle casette di legno che sorgono come funghi ultimamente, è che un manufatto temporaneo di siffatta dimensione vada ad ospitare “temporaneamente” una struttura sanitaria che abbisogna di autorizzazioni e requisiti particolarmente complessi da ottenere.

«Non c’è possibilità alcuna che nuove strutture sanitarie vengano accreditate dalla Regione Abruzzo. Ad oggi tutte stanno operando in regime di transitorietà in attesa dell’accreditamento definitivo», ha dichiarato Giancarlo Silveri, direttore generale della Asl unica di L’Aquila, Avezzano e Sulmona. «L’Rsa di San Giuliano, ammesso che abbia ottenuto l’autorizzazione alla realizzazione, non può essere stata accreditata di sicuro».

Nei locali dell’Older Garden dell’Associazione Cardinale Innocenti che ha ottenuto recentemente anche un finanziamento di 200 mila euro da parte del Csv per la progettazione sociale “Emergenza Abruzzo”, dovrebbero trovare ospitalità anche studi medici professionali ancora non si bene con quale vocazione.

In attesa di vedere inaugurare questa mega struttura nel cuore dl polmone verde della città, sorge spontaneo chiedersi: come mai è così facile ricollocare la propria attività svolta in pochi metri quadrati e trasferirla in attività da realizzare ex-novo in centinaia di metri quadri? E poi, se una struttura sanitaria “provvisoria” di 500 mq dovesse diventare “magicamente” definitiva su una terreno agricolo, non si potrebbe prefigurare una forma di speculazione edilizia?

Per fortuna sono solo “stupide” illazioni. Non alberga in questa città la consuetudine dove seguire la regola è diventata l’eccezione.

di Maria Cattini, Il Capoluogo.it

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