Nelle ultime settimane Anonymous ha rivendicato sabotaggi, attacchi ai siti web del governo di Mosca, leak di dati.

Ma nessuno sa chi si cela dietro la maschera di Anonymous, V per Vendetta?

Sabotaggi, fughe di notizie, propaganda: il conflitto tra Ucraina e Russia si gioca anche sul fronte cyber. E Anonymous ha deciso di schierarsi. Da quando è scoppiata la guerra, il collettivo di “hacktivisti” – hacker che mettono le loro competenze informatiche al servizio di una causa – ha rivendicato diversi attacchi. Ma come agisce Anonymous? Lo spiega Greta Nasi, docente di institutional scenarios of cyber risk, Università Bocconi.

Come offensiva, il governo russo ha intensificato il controllo dei media, sia di quelli tradizionali sia di quelli legati alla rete, e il 4 marzo la Duma ha varato una legge con cui si minaccia di punire la “copertura” della guerra all’Ucraina con sanzioni quali il lavoro forzato o la reclusione.

Dall’inizio del conflitto ad oggi, i principali social network – prima Facebook e Twitter, poi Instagram – sono stati censurati o oscurati dal governo russo.

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